di ANTONIO TUFARIELLO

CERIGNOLA – Mentre il consiglio comunale di Cerignola si appresta ad approvare lo schema di convenzione per regolamentare i rapporti tra l’amministrazione comunale e i soggetti proponenti la realizzazione e l’esercizio di impianti fotovoltaici e mentre, sempre martedì, ci sarà la manifestazione pubblica contro l’inceneritore – che nelle intenzioni degli organizzatori sarà una mobilitazione per impedirne la costruzione, ma che nei fatti sarà molto probabilmente una passerella a cui si sottrarranno peraltro i politici locali oggettivamente responsabili – la Regione Puglia ha firmato un protocollo d’intesa con l’Enel per la “solarizzazione” dei tetti di Puglia. In sostanza l’iniziativa prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici, a costo zero, sulle case dei pugliesi per la microproduzione di energia elettrica e per evitare – ha detto Vendola – “che i contributi che dà lo Stato invece di arricchire il grande sistema d’impresa finiscano direttamente nelle tasche delle famiglie”. Evviva.

Iniziativa sicuramente lodevole, ma che tuttavia denota la politica in qualche maniera schizofrenica dei nostri governanti, che solo ora scoprono il fotovoltaico di massa per l’autosufficienza dopo esser stati i paladini dell’eolico sovvenzionato (che dopo la provincia di Foggia sta invadendo anche il Salento stravolgendo i paesaggi) e degli inceneritori installati in zone “desertiche” come nel caso dell’impianto – Marcegaglia in località “Paglia”, monumento all’esigenza di coniugare la foglia di fico della produzione di energia al business di smaltire rifiuti. Il tutto senza curarsi della salute della gente, delle produzioni agricole, della sacralità di quel paesaggio che nella politica poetica del Presidente della Regione spesso ci sta dentro. Proprio in ragione di quella contraddittoria politica regionale, Cerignola ed il Tavoliere sono diventati terra di conquista feriti da parchi eolici sui Monti dauni e persino in zone archeologiche come Ordona. Ed ora gli agricoltori guardano con sempre maggiore interesse, anche sotto la spinta di faccendieri e mediatori alla trasformazione di campi di grano in campi fotovoltaici, settore al quale sono sempre più interessate anche le organizzazioni mafiose.

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

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