TARANTO (20 dicembre) – Nelle prossime ore il nucleo operativo dell’emergenza rifiuti in Campania e la Regione Puglia potrebbero dare il via libera all’arrivo dei primi camion di rifiuti nei tre siti della provincia jonica: Italcave (Taranto), Ecolevante (Grottaglie), Vergine (Fragagnano).

L’ufficializzazione potrà avvenire in giornata, ma a una condizione: che siano rispettati i protocolli sottoscritti, relativi al trasporto e alla certificaziopne Arpa Campania condivisa da Arpa Puglia.
Nella movimentata questione dei rifiuti campani, i riflettori si sono accesi su una realtà quasi ignorata nella provincia di Taranto: la presenza di numerose discariche in un territorio già compromesso dal punto di vista ambientale per la presenza di industrie inquinanti. In questa realtà risiede la chiave d’interpretazione del problema.

La Regione, che pur si era battuta con coraggio per la riduzione delle emissioni di diossina rischiando che l’Ilva chiudesse e trasferisse gli impianti altrove, questa volta ha deciso di essere responsabile, più che solidale, nei confronti della popolazione campana che rischia gravi problemi socio-sanitari. In fondo le 45mila tonnellate di rifiuti in arrivo sono di gran lunga inferiore rispetto a quelle delle emergenze del passato. Vendola ha chiesto ai tarantini solo 3 mesi di sacrifici per cercare di lenire una situazione insostenibile, quella di Napoli, che lede l’immagine di tutto il Sud perché se muore Napoli, con la sua cultura e col suo sentimento, muore l’intero Mezzogiorno.

I sindaci dei Comuni interessati dalle discariche sono venuti a conoscenza dell’accordo con la Campania a cose fatte e si sono sentiti scavalcati: “il territorio non viene ascoltato”, hanno detto più volte. La solidarietà che offre la Puglia in fondo è solidarietà del popolo di Taranto dove risiedono le tre discariche che il consorzio Cite ha indicato per accogliere i rifiuti campani. Ma se solidarietà deve esserci si deve partire dalla condivisione e i sindaci, interpretando l’opinione dei loro territori, hanno espresso all’unanimità la loro contrarietà unendo le forze e senza divisioni politiche. Con una sola voce hanno denunciato il precario equilibrio ambientale della provincia di Taranto che non è in grado di essere appesantita da ulteriori carichi che compromettono la salute. Il Comune di Statte e quello di Taranto hanno fatto ricorso al Tar contro le autorizzazioni concesse alla società Italcave, perché la discarica che è vicina ad altre realtà inquinanti compromette la sicurezza ambientale. Il ricorso è stato respinto ed ora si ricorrerà al Consiglio di Stato. Il Comune di Grottaglie ha approvato un Ordine del giorno in cui si è schierato contro l’accoglimento dei rifiuti campani e farà di tutto per impedire l’apertura del quarto lotto di Ecolevante, visto che il terzo è in esaurimento. Anche l’intero Consiglio comunale di Lizzano ha chiesto la chiusura della discarica Vergine. Dall’altro lato però i sindaci hanno dovuto far fronte a questa situazione in itinere ed hanno chiesto al presidente Vendola regole certe e sicure per il trasferimento dei rifiuti. Ed il presidente, in collaborazione con la Provincia, ha costituito un tavolo tecnico con l’Arpa, l’Arpac, l’Unità di crisi campana, i Carabinieri del Noe e la Polizia provinciale per garantire la sicurezza sanitaria con ferrei controlli. Tutti i sindaci hanno poi cercato una soluzione alla causa del problema: hanno chiesto alla Regione di rivedere le autorizzazioni e di non rilasciarne più di nuove.

Ma ci sono anche le associazioni e i comitati di quartiere che si sono riuniti in una manifestazione di protesta a Lizzano, che esprimono il sentire della gente e che in questa faccenda hanno espresso le posizioni più intransigenti, chiedono la chiusura di tutte le discariche ed un nuovo modo di concepire il ciclo dei rifiuti basato su riciclaggio e raccolta differenziata. Ancora, chiedono di scegliere un loro tecnico da affiancare all’Arpa nelle fasi di controllo.
Ed i controlli eseguiti con estremo rigore in fase di esame dei camion provenienti dalla Campania, hanno rassicurato un po’ tutti. Una bocciatura chiara, un alt deciso ai 6 camion giunti all’Italcave, che non avevano i requisiti conformi al Protocollo di Intesa: i cassoni non erano a tenuta stagna, i sigilli erano allentati e forse il tipo di rifiuti non era idoneo ad essere conferito in quella discarica. I camion infatti trasportavano frazione organica stabilizzata e non ecoballe. Su questo argomento si è incentrata la conferenza stampa tenuta dal gruppo consiliare provinciale del Pdl che vuole capire perché arrivano rifiuti che possono essere sversati in discariche Rsu e perché non c’è stato il rispetto del Protocollo. La Provincia ha risposto che i controlli hanno funzionato e che appunto i rifiuti non sono stati accolti e sono stati rinviati al destinatario. I prossimi camion non arriveranno prima di Natale, ad ulteriore garanzia della messa a punto delle regole stabilite.
Domani si attende in Provincia la riunione della quarta commissione consiliare alla presenza dell’assessore all’Ambiente Michele Conserva.

Fonte: quotidianodipuglia.it

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