Maria Angela Amato
COMMENTI. Il Consiglio Comunale di Trani (BT), nel luglio scorso ha approvato una variazione del PUG trasformando un’area agricola in area industriale, al fine di consentire l’insediamento di una cementeria.
Il Consiglio Comunale di Trani (BT), nel luglio scorso ha approvato una variazione del PUG trasformando un’area agricola in area industriale, al fine di consentire l’insediamento di una cementeria. I cementifici sono impianti con un considerevole impatto sull’ambiente, e devono possedere la VIA (valutazione impatto ambientale) e l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), strumentali alla riduzione integrata dell’inquinamento prodotto dalle attività industriali ad alto impatto ambientale. I camini di un cementificio emettono polveri ultrasottili (diametro variabile tra 10 milionesimi di metro a 2 milionesimi di metro) che si disperdono nell’aria anche per chilometri dalla fonte emittente.

La normativa vigente consente alle cementerie di bruciare rifiuti speciali pericolosi e combustibile da rifiuti (CDR). L’Agenzia americana Epa (Environmental protection agency) ha stimato un’emissione pari a 0,29 miliardesimi di grammi di diossine, equivalenti per kg di clinker prodotto, nei cementifici che non utilizzano rifiuti come combustibili, e di 24,34 miliardesimi di grammi/kg, invece, nei cementifici che usano rifiuti come combustibile: un’emissione di diossine moltiplicata per 80 volte.

Inoltre l’Unione europea stabilisce che i prodotti agroalimentari (e i loro derivati) nel raggio di 15 Km da un inceneritore non possono avere il marchio Dop o Doc. Il Rapporto Brundtland (1987) “Il futuro di tutti noi” rileva come il mondo si trovi dinanzi ad una “sfida globale”, cui rispondere con un modello di sviluppo sostenibile, per un nuovo “legame” tra l’economia e l’ecologia. La Natura muta irreversibilmente e si “vendica” dell’umanità: in Italia, l’inquinamento è al 13° posto per le cause di morte, lo smog è la causa del 3% delle morti per malattie cardiache, del 5% dei tumori polmonari; l’esaurimento delle fonti energetiche e di materie prime ci riconduce alle apocalittiche leggi malthusiane.

Il disinquinamento resta un bene pubblico difficilmente internalizzabile: se gli operatori fossero in grado di rilevare in modo veritiero le loro “disponibilità a pagare”, il governo sarebbe comunque in grado di fornirne una quantità, politicamente determinata, che solo occasionalmente coinciderebbe con quella ottimale auspicata. Con il nuovo decreto rifiuti (recepimento direttiva 2008/98/C.E.) viene introdotta la concezione della responsabilità estesa del produttore: il potenziale inquinatore, produttore, devi far sì che i prodotti possano essere riciclati o smaltiti in sicurezza, e deve contribuire celermente a coprire i costi di gestione di tali rifiuti. Coase affermava che l’assegnazione dei diritti di proprietà (degli inquinatori e degli inquinati) è irrilevante per l’ottimo ma non per gli effetti distributivi … la centralità della “partecipazione di tutti” anche se iniqua?

La cementeria di Trani sarà ubicata nei pressi della discarica comunale sulla provinciale Andria-Trani. La Puglia smaltisce in discarica l’80% dei rifiuti solidi urbani, e se il nuovo cementificio risultasse anche funzionale allo smaltimento dei rifiuti pugliesi per le “difficoltà” politiche di aumentare la raccolta differenziata? Gli agricoltori hanno avanzato la richiesta di rassicurazioni: la cementeria impiegherà circa 100 operai, ma a discapito del settore agricolo tranese, che probabilmente perderà 3000 addetti.

Fitoussi (2008) non auspica la fine della crescita dei livelli di vita, per salvaguardare un ecosistema propizio alla crescita economica, ma una contrazione delle ineguaglianze, in modo che una quota meno considerevole sia accaparrata dai più ricchi (nord?) mentre i più poveri (sud?) “liberi dalle costrizioni del quotidiano” (disoccupazione, sottocapitalizzazione, basso livello del reddito procapite) possano tornare a pensare all’avvenire (messo in serio pericolo dalla mutazione di destinazione dei terreni agricoli e dall’inquinamento di quelli circostanti … nel raggio di 15 km?).

Rammentiamo inoltre che la Puglia sarà presto inondata da migliaia di tonnellate di rifiuti campani. Il progresso tecnologico stenterà a mantenere lo stato di natura, e riguardo all’innesco di un processo di sviluppo sostenibile, considerando anche che l’aumentata produzione di cemento coinciderà con un momento di crisi e di contrazione dei settori d’impiego, sorgono alcuni dubbi.

Fonte: terranews.it

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