di Roberto Fuccillo

UN VERO percorso a ostacoli. Sulla crisi dei rifiuti ieri sono piovute due altre tegole. In primo luogo le agitazioni del personale exEnerambiente, senza stipendi e tredicesime. L’Asta ha versato i soldi, il Comune ha diffidato la società, ma i 350 lavoratori hanno provocato il caos nei settori del centro città affidati alle due nuove ditte, Lavajete Docks, nelle quali sono stati assorbiti. L’Asta ha definito «inaccettabili» le modalità della protesta e ha preannunciato la difesa «in ogni sede» degli interessi propri e della città. Al tempo stesso ha proposto ai lavoratori di pagare lei le spettanze, salvo ovviamente rivalersi legalmente su Enerambiente, di cui, dice il presidente Claudio Cicatiello, «non riusciamo letteralmente a rintracciare nessuno». Una ditta scomparsa, un’altra sanzionata. É l’altra emergenza: l’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura nei confronti della azienda che gestisce l’invaso di Chiaiano ha provocato già ieri mattina il fermo di alcuni lavori, come la ricopertura degli strati di spazzatura, e ha messo in allarme circa l’effettivo sversamento da effettuare in nottata. Il prefetto Andrea De Martino ritiene che «l’azienda possa proseguire in modo da non interrompere il servizio». La cosa «va chiarita con la Sapna», cioè con la società provinciale che è la stazione appaltante. Spetta a quest’ultima stabilire, in base all’interesse pubblico, tempi e modi della risoluzione contrattuale. Cosa che farà emettendo il bando per un nuovo affidatario fra pochi giorni. Nel frattempo la vecchia ditta potrà continuare a operare. A ogni modo ieri la città si è svegliata con il lamento del sindaco Rosa Iervolino: «Mancavano poco più di 300 tonnellate da rimuovere», invece l’assessore Paolo Giacomelli ne ha trovate di nuovo 800 a terra. E a Pozzuoli, dove oggi convergerà l’Esercito, si era a 1800. Sul versante politico, il voto finale alla Camera sul decreto è slittato a lunedì, ma gli emendamenti hanno portato qualche novità. la prima: i commissari, che Caldoro dovrà nominare entro un anno, vanno scelti fra prefetti, magistrati o avvocati dello Stato, e si occuperanno non solo degli impianti, ma anche delle discariche. La seconda: raccolta e Tarsu restano a carico dei Comuni per tutto il 2011. Il Pdl campano rinuncia ad allungare questa fase anche al 2012, ma confida intanto di modificare la legge regionale sui rifiuti. Inoltre, poiché il Senato non potrà approvare a sua volta il decreto entro San Silvestro, la misura verrà inserita an che nel decreto milleproroghe di fine anno. Soddisfatta la maggioranza, con l’eccezione di Edmondo Cirielli: il presidente della Provincia di Salerno, messo in angolo dagli emendamenti sui commissari, ha annunciato il suo voto contrario. Il collega napoletano Luigi Cesaro spera in modifiche in Senato che garantiscano i lavoratori del disciolto consorzio di bacino. Un no verrà dal Pd. «Alcune decisioni come quella sui commissari e le discariche — dice Tino lannuzzi — sono addirittura un passo indietro». E i due casertani, Stefano Graziano e Pina Picierno, denunciano: «Hanno respinto un emendamento che inseriva la cava Mastroianni fra le discariche inutilizzabili. Il Pdl pensa di scaricare altri rifiuti in una zona già martoriata, quella di “Lo Uttaro”». Domani manifestazione alle 15 a piazza del Gesù. Ci saranno i comitati storicamente impegnati contro discariche e termovalorizzatori, ma anche i recenti comitati cittadini pro-differenziata e forze nuove come la guide turistiche e gli esercizi commerciali di Gay-Odin e Maurizio Marinella.

Fonte: napoli.repubblica.it

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