La protezione civile fa i conti di 15 anni di commissari in Campania. E c’è l’incognita dei contenziosi
I creditori hanno già chiesto 388 mln, ma siamo solo all’inizio

di Stefano Sansonetti

Per adesso siamo a quota 388 milioni di euro. Entro febbraio 2011, secondo calcoli attendibili, se ne potrebbero aggiungere altri 200. Sono i crediti che imprese ed enti locali hanno accumulato nei confronti dello stato negli ultimi 15 anni di gestione commissariale dei rifiuti in Campania. Un passivo di quasi 600 milioni di euro, almeno in potenza, che però non è altro che una fotografia parziale della situazione economica che la protezione civile, da poco guidata da Franco Gabrielli, sta cercando di affrontare.
Da una parte, infatti, ci sono i crediti che durante l’emergenza sono comunque maturati in capo allo stato e che potrebbero bilanciare, almeno in una certa misura, il passivo; dall’altra, però, c’è quello che dalle parti della protezione civile chiamano «un mare magnum pieno di nebbia», ovvero un contenzioso spaventoso, grosso modo di 2 mila cause, che potrebbe appesantire il quadro generale.

ItaliaOggi, nell’attesa che la ricognizione della protezione civile si perfezioni, è in grado di documentare le cifre finora finite sul tavolo dell’Unità stralcio. Si tratta di una struttura ad hoc guidata da Luciano Cannerozzi de Grazia, nominato circa un anno fa da Guido Bertolaso. Cannerozzi e i suoi tecnici stanno mettendo insieme fascicoli che si sono stratificati negli anni. Un lavoro certosino e delicato, la cui difficoltà è sotto gli occhi di tutti, che ha l’obiettivo di liquidare i debiti dello stato «limitando» il danno economico. Per avere una radiografia più completa, come ha già scritto ItaliaOggi dell’8 dicembre scorso, il funzionario ha predisposto un avviso pubblico per chiedere a tutti i creditori di farsi avanti. Il risultato, però, non si avrà prima di inizio febbraio.

Partiamo allora dai dati certi. Al momento sulla scrivania di Cannerozzi ci sono richieste di pagamento per la bellezza di 388 milioni di euro. Tutti questi crediti, però, dovranno essere riproposti in conseguenza dell’invito contenuto nell’avviso pubblico. Insomma, si partirà da questa base, che però verrà senza dubbio integrata da altre richieste. Alla protezione civile, sulla scorta di alcune stime effettuate anche con l’aiuto dei vari commissari succedutisi nel tempo, si ritiene plausibile l’arrivo di richieste per altri 200 milioni di euro. In tutto ci si avvicinerebbe a 600 milioni. Il novero dei creditori, tra quelli compresi nella cifra di 388 milioni e quelli attesi al varco, è ampio: dalle Ferrovie dello stato, con titoli per circa 55-60 milioni di euro, ad aziende straniere come la Siemens. Poi c’è la variabile dei contenziosi, che è una sorta di mina vagante. Si tratta di qualcosa come 2 mila cause, alcune anche per poche centinaia di euro. Nel calderone, però, ci sono anche maxicontenziosi, come quello che oppone lo stato alla Fibe, del gruppo Impregilo, che nel 2000 si aggiudicò l’appalto per l’intero ciclo di raccolta e smaltimento industriale dei rifiuti della regione Campania. Ebbene, tra rivendicazioni economiche, carte bollate e pretesi danni d’immagine si è arrivati a un valore monstre di 1,7 miliardi di euro. Non che lo stato debba restituirli tutti, ma si tratta di un esempio piuttosto eloquente della piega che possono nel frattempo aver preso le varie cause. Per questo, come fa ampiamente capire lo stesso avviso pubblico, si punterà molto sulle transazioni con i vari creditori. L’obiettivo dell’Unità stralcio, nei limiti del possibile, è di arrivare a diminuire le richieste anche del 30%.

Arriva, infine, il fondamentale capitolo dei crediti, che in gran parte sono vantati dalla protezione civile nei confronti dei comuni campani. La massa attiva complessiva, in questo caso, è di 400-450 milioni di euro, all’interno dei quali l’Unità stralcio ha individuato circa 270 milioni di crediti nei confronti degli enti locali. Incamerare queste risorse sarebbe fondamentale, ma le esangui casse comunali rendono l’operazione quasi utopistica.

Per questo c’è chi alla protezione civile ha proposto un meccanismo di cartolarizzazione dei crediti per fare subito cassa, magari anche con interventi di qualche istituto di credito. Un cenno, in tal senso, è atteso dal ministero dell’economia, che gestisce i cordoni della borsa. Una soluzione, in ogni caso, va trovata, se solo si considera che oggi, per pagare i creditori di 15 anni di gestione dei rifiuti in Campania, i soldi disponibili non arrivano a 10 milioni di euro.

Fonte: italiaoggi.it

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