di Filippo De Gaspari
MIRANO. C’è anche Mirano tra i siti che potrebbero ospitare nuove centrali a biogas. Energia pulita certo, ma nessuna garanzia per i residenti, che temono odori nauseabondi e aumento di traffico di mezzi pesanti. La protesta organizzata a Caselle, pare con successo, ha portato alla luce diversi siti in zona, che nei prossimi anni potrebbero diventare sede di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da biomassa. Nel caso di Mirano la richiesta è stata depositata dalla Marco Polo Environmental, ditta con sede a Cuneo, specializzata nella produzione di energie pulite. L’impianto dovrebbe sorgere in località Trescievoli, ai confini con Mira, non lontano dal canale Taglio. Un’area salita più volte agli onori della cronaca per essersi trovata suo malgrado al centro di diversi guai «ambientali»: in zona infatti non si trova solamente una delle discariche più discusse, quella di Ca’ Perale, ma da qualche anno lì vicino corre anche il Passante di Mestre. Come se non bastasse è prevista poco distante anche la realizzazione di una stazione elettrica di smistamento da parte di Terna, intermedia della linea Camin-Malcontenta. I numeri sono già nero su bianco nel progetto: l’impianto avrebbe una potenza di 990 chilowatt, ma soprattutto prevede tre grandi «digestori» da 23 metri di diametro e sei metri e mezzo d’altezza, un capannone per il ricevimento delle biomasse e vasche di stoccaggio. In totale l’impianto coprirà una superficie di 50 mila metri quadrati. Tratterà scarti zootecnici, come liquami e residui di origine animale e sottoprodotti dell’agroindustria. Energia pulita, perché di origine animale, ma sui suoi effetti per l’ambiente e la popolazione restano i dubbi. Non a caso sull’impianto si è subito espressa in modo negativo (così come successo di recente anche per Caselle) l’Ulss 13, che col Servizio igiene e sanità pubblica, nel maggio di due anni fa, ha risposto alla proposta della ditta piemontese ritenendo il sito non idoneo a questo tipo di attività. «Non presenta le garanzie necessarie per la tutela del benessere psicofisico dei residenti» spiega l’Asl, che nota come nel progetto non siano indicate le modalità di contenimento degli odori molesti provenienti dall’impianto. Basta e avanza per portare la protesta direttamente in Regione: il consigliere Pietrangelo Pettenò (Rifondazione) ha chiesto alla giunta di sospendere l’iter approvativo dell’impianto e qualsiasi altra nuova autorizzazione fino a che non sarà pronta una pianificazione generale degli interventi sul territorio regionale, mentre in città Luigi Gasparini si chiede come mai il progetto sia rimasto nel cassetto per 2 anni. Solo nel Miranese, dopo l’impianto di Caselle, scongiurato da una vera sollevazione di popolo, si è parlato di possibili centrali da biomasse anche a Spinea, nel contesto del nuovo centro sportivo e Scorzè.

Fonte: nuovavenezia.gelocal.it

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