Sassaiola contro le forze di polizia alla rotonda di via Panoramica, la strada che conduce alla discarica Sari, nel parco Nazionale del Vesuvio. I momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine si sono verificati quando il corteo si è diretto verso l’ingresso dell’invaso
di STELLA CERVASIO

Momenti di tensione e poi scontri. Si vivono situazioni difficili a Terzigno dove è riesplosa la protesta. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

C’è stata anche una fitta sassaiola contro gli agenti alla rotonda di via Panoramica, la strada che conduce alla discarica Sari, nel parco Nazionale del Vesuvio.

I disordini tra manifestanti e forze dell’ordine si sono verificati quando il corteo si è diretto verso l’ingresso dell’invaso. La polizia ha sospinto i dimostranti in direzione della rotonda. Secondo quanto si è appreso le ruote dei mezzi delle forze dell’ordine sarebbero state forate dai dimostranti. Un agente è rimasto ferito a una caviglia per il lancio di una bottiglia.

Il tutto al termine di una serata dove in 7000 erano scesi in strada per dire no, da Boscoreale alla rotonda di Terzigno, teatro di scontri e soglia dell’inferno per gli autocompattatori dei rifiuti della Cava Sari. La manifestazione ha riunito studenti e precari, disoccupati e comitati anti-discarica insieme ad abitanti dell’Aquila.

Hanno sfilato in corteo con striscioni e cartelli dalle 16 alle 19, mentre contemporaneamente manifestavano in Val di Susa circa 7000 cittadini del movimento “No-Tav” (striscioni esposti anche a Terzigno) che da vent’anni si oppongono al collegamento Torino-Lione. Insieme in nome del no alla “shock economy”, le industrie della guerra, i progetti che favoriscono la speculazione sull’emergenza e la privatizzazione delle risorse naturali. Un movimento trasversale che attraversa l’intera penisola, come dimostrano le adesioni al corteo di Terzigno.

C’erano le Mamme vulcaniche e le Mamme in lotta per la vita, le Donne in nero di Napoli e Roma, i comitati di Chiaiano, Alex Zanotelli con lo striscione per l’acqua pubblica, il Presidio permanente di Taverna del Re, i Collettivi universitari e studenteschi, il Comitato di Barra “No inceneritore”, l’associazione Iamm di San Giuseppe Vesuviano, Abitare nella crisi, coordinamento romano per la qualità della vita. Si sono posti come traguardo proprio quell’ingresso di Cava Sari dove solo ventiquattr’ore prima si erano registrate tensioni. Nella notte di venerdì i manifestanti che da quattro mesi presidiano l’ingresso della discarica hanno bloccato quattro carichi di immondizia proveniente dalla provincia. In rete circolano fotografie scattate dai comitati vesuviani con camion che trasportano “tal quale”, anzi, peggio, rifiuti nemmeno passati per gli autocompattatori.

Alle Mamme vulcaniche il sindaco di Boscoreale, Langella, ha rivolto pesanti accuse di politicizzazione che le donne non raccolgono: “Se manifestare per la salute pubblica è politica, allora dovrebbero farla tutti. Ma noi resteremo quello che siamo, non fonderemo nessun partito”.

Fonte: repubblica.it

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