1 miliardo e 690 milioni di euro dopo 16 anni di commissariamenti.

di Toni Mira
Quanti devono avere ancora soldi per l’emergenza rifiuti in Campania? Non si sa. E allora, creditori delle varie gestioni commissariali, dal 1994 al 31 dicembre 2009, fatevi avanti e mettetevi in fila. Ma attenzione, sarete pagati solo, e quando, ci saranno fondi. E se concederete uno sconto sarà ancora meglio. È, in sostanza, l’incredibile contenuto di un provvedimento comparso sull’ultima Gazzetta ufficiale a cura della Presidenza del Consiglio-Dipartimento della Protezione civile-Unità stralcio. Il titolo è “Avviso pubblico per la formazione della massa passiva di cui al Decreto legge 30 dicembre 2009, n.195”. Si tratta del decreto che chiudeva, sulla carta, l’emergenza rifiuti, passando le competenze agli enti territoriali ma mantenendo alla Protezione civile la soluzione delle vecchie questioni. In particolare i debiti (la “massa passiva”, appunto). Questione delicata e ad alto rischio. Forse per questo si sta tardando a risolverla.

Il decreto prevedeva, infatti, che entro sette giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, fosse emanato dal Presidente del Consiglio un decreto per l’istituzione dell’Unità stralcio e dell’Unità operativa per la chiusura dell’emergenza rifiuti. In realtà il decreto arriva solo il 13 gennaio 2010. Ma non basta. Perché lo stesso decreto prevedeva che entro 30 giorni dalla costituzione dell’Unità stralcio dovesse essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l’avviso per la formazione della massa passiva. Che, invece, è comparso solo lo scorso 7 dicembre, dopo ben 11 mesi, più di dieci volte il tempo previsto. Andiamo con ordine.

Chi sono i creditori? Lo spiega l’articolo 2 dell’avviso. Si tratta, delle «persone fisiche e giuridiche che vantino crediti direttamente nei confronti delle gestioni commissariali istituite per il superamento dell’emergenza rifiuti nella regione Campania dall’11 febbraio 1994 al 31 dicembre 2009». Tutti i 15 anni dell'”emergenza monnezza”. E si elencano, in tal senso, due decreti legge e sette ordinanze del Presidente del Consiglio. Quanti saranno i creditori? Questione spinosa anche perché, come detto, non è chiaro a quanto ammontino i debiti.

Nella prima relazione al Parlamento, nel marzo 2009, l’allora sottosegretario Guido Bertolaso avanzò la cifra, relativa però solo ai contenziosi aperti, di un miliardo e 690 milioni di euro, eredità delle precedenti gestioni commissariali. Nel luglio seguente, rispondendo ad un’interrogazione del pd Ermete Realacci, scese ad “appena” 750 milioni (ma «al netto delle cause di valore indeterminato e degli interessi»), ai quali andavano aggiunti altri 300 del contenzioso con Fibe per il termovalorizzatore di Acerra. Ora, evidentemente per fare chiarezza, arriva l’avviso.

Ma ci saranno soldi per tutti? La Protezione civile mette subito le mani avanti. All’articolo 6 si legge, infatti, che «il pagamento dei debiti inseriti nei piani di estinzione delle passività avverrà, previa comunicazione degli stessi piani al Ministero dell’Economia e delle Finanze, gradualmente entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili». In altre parole se Tremonti aprirà il borsellino, visto che attualmente l’Unità stralcio non dispone di fondi (ha un credito di circa 150 milioni nei confronti dei comuni ma chissà quando potrà incassarlo…). E allora ecco arrivare una possibile soluzione. L’articolo 7 prevede, infatti, che «coloro che hanno prodotto istanza di ammissione alla massa passiva…possono comunicare all’Unità stralcio…la propria disponibilità a concludere atti transattivi relativamente al credito vantato».

In altre parole si chiede uno “sconticino”. Ma basterà? Per capirlo bisognerà aspettare metà febbraio quando scadranno i 60 giorni concessi dall’avviso per presentare le istanze di ammissione alla massa passiva.

Fonte: L’Avvenire

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