di Benedetta Pintus e Marco Severo
Duemila candele contro un camino. Tante erano, secondo le stime ufficiose, le luci accese durante la fiaccolata anti-inceneritore promossa dal comitato Gestione corretta rifiuti (Gcr). Famiglie, bimbi, studenti e associazioni in marcia insieme per la “tutela della salute”. Da piazzale Santa Croce fin sotto la casa del sindaco. Dopo l’accesso negato in piazza Garibaldi, sede del Municipio (LEGGI), il corteo si è infatti diretto verso l’abitazione privata di Pietro Vignali. Qui, davanti al 6 di via XX Settembre presidiato dalla Digos, i manifestanti hanno concluso la manifestazione con un sit-in rivolto proprio al primo cittadino (che non era in casa) e alla politica in generale: “Al Comune – ha scandito Aldo Caffagnini, di Gcr – chiediamo la convocazione di un Consiglio municipale dedicato all’inceneritore e un referendum cittadino”. E’ la novitàdel giorno. Mai finora Gcr aveva proposto il ricorso al voto popolare. Visti i numeri della manifestazione, i tempi sono stati ritenuti maturi.

Con i dubbi crescenti del sindaco sull’inceneritore, il silenzio dell’amministrazione provinciale e la battaglia mediatica di Gcr è difatti cresciuto il fronte dei contrari al termovalorizzatore (LEGGI 1| 2 | 3 | GUARDA IL DOCUFILM). Un anno fa furono circa mille i partecipanti alla prima edizione della fiaccolata no-term. Addirittura tremila – per gli organizzatori – le persone che stavolta hanno aderito al corteo, partito da piazzale Santa Croce alle 17 e scioltosi due ore e mezza dopo in via XX settembre. Con l’impianto in costruzione a Ugozzolo, secondo i no-term, l’aria di Parma riceverà 39mila tonnellate di ceneri tossiche e diossine oltre che 3 milioni di tonnellate di Pm10 in più. “A Brescia, nel quartiere San Polo dove sorge l’inceneritore considerato tra i più all’avanguardia al mondo – ha ricordato Caffagnini davanti alla casa del sindaco – dati medici hanno rivelato un’altissima incidenza di tumori presso la popolazione, vogliamo andare incontro allo stesso futuro?”. La risposta alla politica, alla quale torna il cerino che scotta dell’inceneritore.

LA CRONACA DELLA FIACCOLATA

19.30 – I manifestanti son tornati a casa, ma prima di andarsene hanno regalato un lungo applauso ai leader del corteo, i responsabili del comitato Corretta Gestione Rifiuti.

19.20 – Pietro Vignali potrà rincasare tranquillo: nonostante avessero annunciato di voler presidiare la sua abitazione pur di incontrarlo, gli organizzatori hanno finito da poco il loro ultimo intervento, invitando i manifestanti a sciogliere il corteo. “Fa troppo freddo”, hanno commentato. Ora la folla si sta lentamente diradando e via XX Settembre presto potrà essere riaperta al traffico.

19.00 – Sotto casa del sindaco gli organizzatori, al megafono, chiedono che si discuta dell’inceneritore in un apposito consiglio comunale. Ma la vera novità è la richiesta di un referendum cittadino, perché la popolazione di Parma possa esprimere la propria approvazione o il proprio dissenso in merito alla realizzazione dell’impianto.

18.45 – Il piccolo borgo del centro è completamente intasato, impraticabile anche dai pedoni. A piantonare l’edificio dove vive Vignali gli agenti della Digos.

18.34 – Il corteo si sta radunando davanti al portone di casa del sindaco, al civico 6 di via XX Settembre. Il traffico è bloccato.
18.10 – “Santa Lucia pensaci tu, l’inceneritore mai mai più”. I manifestanti hanno raggiunto via Garibaldi e vanno dritti verso casa di Vignali, che, pare, non si trovi in questo momento nel suo appartamento. A conti fatti i partecipanti sono quasi il doppio di quelli che avevano preso parte all’iniziativa del 2009: oggi hanno marciato circa duemila persone.

17.45 – La testa del corteo è arrivata in via Mazzini. Ai manifestanti si è unito anche il gruppo politico di estrema sinistra Falce e Martello che grida di voler fermare l’inceneritore con la lotta. Gli organizzatori, però, non sembrano gradire il loro sacro fuoco rivoluzionario e chiariscono al megafono che “la fiaccolata è una manifestazione interiore”. Di tutt’altro stampo, natalizio, lo slogan ripetuto dai bambini: “Babbo Natale dillo tu a Vignali, l’inceneritore fa solo male”.

17.30 – Tra la folla si vocifera che prima della partenza del corteo sarebbero stati presenti in piazzale Santa Croce anche l’assessore comunale Broglia e il capo ufficio stampa del Comune Alberto Monguidi.

17.25 – Gli organizzatori hanno dichiarato che la destinazione del corteo sarà la casa del sindaco in via XX Settembre. I manifestanti aspetteranno l’arrivo del primo cittadino per incontrarlo. Se non si farà vivo sono pronti a presidiare la sua abitazione e a organizzare un picchetto durante la notte. Inizialmente il comitato aveva chiesto di poter arrivare fino a piazza Garibaldi, ma il Comune gli ha negato il permesso, sostenendo che in questo periodo a ridosso del Natale il luogo è troppo affollato (LEGGI).

17. 15 – La folla è tanta che il corteo si è dovuto subito fermare in via D’Azeglio a causa della ressa. Mentre gli ultimi arrivati in piazzale Santa Croce si stanno ancora unendo alla manifestazione, la testa del gruppo è già all’altezza della biblioteca civica. A occhio e croce i partecipanti potrebbero essere più della fiaccolata dell’anno scorso, quando avevano sfilato circa un migliaio di persone.

17.00 – Tirati fuori gli striscioni, il corteo è finalmente partito e si avvia verso via D’Azeglio. Tra i manifestanti anche gli studenti “autonomi”, in coda al corteo con un loro striscione, e tanti bambini. In testa al gruppo i medici contrari all’inceneritore che marciano dietro il cartello “Medici che amano Parma”. Presenti anche i Gruppi di acquisto solidale, il Wwf, il movimento Decrescita felice e l’associazione Terra Terra.

ore 16.20 – In piazzale Santa Croce sono già riunite centinaia di persone pronte a marciare tra pochi minuti verso il centro città. Intanto, in attesa dei ritardatari, gli organizzatori del Comitato corretta gestione rifiuti, stanno distribuendo ai manifestanti le candele da accendere durante la camminata.

Fonte: consumi-parma.blogautore.repubblica.it

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