Code interminabili di automezzi davanti all’impianto di Caivano. Il sindaco Iervolino chiede un incontro al governatore Caldoro: “Così non si può andare avanti”
di CARLO FRANCO

Rifiuti, inizia l’incubo del fine settimana: domani, infatti, gli impianti chiuderanno e gli autocompattatori, colmi di “tal quale”, cioè di spazzatura indifferenziata, non potranno scaricare. I tempi di attesa per il conferimento, intanto, aumentano in maniera scandalosa: a Caivano durano anche trenta ore e in fila arrivano a esserci oltre cento mezzi. Si continua a fare le nozze con i fichi secchi e, perdurando questa assurda anomalia, il ciclo non diventerà mai virtuoso e l’arretrato non potrà mai essere smaltito, anzi è destinato ad aumentare. Il gatto si morde la coda, insomma, e la città, di questo passo, non si pulirà mai, a onta delle assicurazioni del premier.

Ieri a Napoli i rifiuti in strada sono tornati a quota 1700 tonnellate e la tensione è di nuovo altissima, soprattutto nei quartieri periferici e in tutta l’area flegrea, a partire da Fuorigrotta. «Ma più che le giacenze dice il sindaco ci spaventa il futuro, cioè l’assenza di prospettive». La Iervolino ha fatto di nuovo sentire la sua voce e ha chiesto al presidente Caldoro «un incontro urgente perché non si può più andare avanti alla giornata. La polemica tra le istituzioni non mi interessa, ma tacere significa nascondere la verità ai cittadini». Il ministro Fitto, invece, ha detto che «le Regioni non possono non aiutare la Campania», ma le risposte non ci sono.

Un attacco frontale, l’ennesimo, al quale ha risposto, in luogo di Caldoro, il coordinatore del Pdl, Nicola Cosentino che è tornato a cavalcare un suo vecchio cavallo di battaglia: «La situazione a Napoli è migliorata, esistono ritardi, certo, ma la colpa è solo del Comune di Napoli che conferisce i rifiuti a ritmo lento». A chiudere, poi, la botta finale: «Completare la pulizia non spetta al governo, ma agli enti locali che devono accelerare: in questi anni qualcuno ha fatto, qualcuno, però, non ha fatto niente».

A Terzigno, intanto, nuovo raid dei comitati civici in attesa della manifestazione nazionale di oggi alla quale interverrà anche una delegazione della Val di Susa. Ieri, intanto, i Comitati civici hanno bloccato due autocompattatori e due camion che trasportavano rifiuti provenienti dai Comuni vesuviani ma non figuravano nella lista dei mezzi autorizzati. I comitati hanno denunciato che «non si rispettano gli impegni presi e, dopo mesi di lotta, siamo esasperati». A Giugliano, inoltre, il sindaco Pianese, ha chiesto via fax alla Regione di diminuire i tempi di attesa, ma non ha ottenuto risposta. Anche perché da Palazzo Santa Lucia non si schiodano dalle loro convinzioni: la ripresa è già avviata ma sarà lenta in attesa che si completino le operazioni di solidarietà con le altre regioni. Che, però, non accennano a concludersi e sono al palo anche in Puglia dove l’accordo davvero c’è stato.

Ieri le analisi sulla tollerabilità dei rifiuti targati Na è stata completata e i camion hanno cominciato a entrare, ma questa è una soluzione parziale che durerà, al più, novanta giorni. A Napoli, infine, l’assessore all’ambiente, Giacomelli, ha denunciato l’odissea vissuta dai mezzi dell’Asia nella notte tra giovedì e venerdì e proseguita fino a ieri pomeriggio: «Mettendoci in fila in tutti gli stir abbiamo scaricato 1500 tonnellate, cinquanta in più della produzione giornaliera, ma domenica pagheremo con gli interessi la miseria che abbiamo guadagnato». Conclusione in allegria. Una comitiva di cittadini di Castellabate, il centro cilentano dove si è girato “Benvenuti al Sud”, verrà in città a visitare San Gregorio Armeno.

Fonte: repubblica.it

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