di Elisabetta Ranieri
Lamezia come Napoli? È la domanda che i lametini e non solo si stanno ponendo in questi ultimi giorni dove le strade di almeno 100 comuni calabresi risultano essere colmi di spazzatura.
A Lamezia Terme la scorsa notte sono stati incendiati cassonetti della spazzatura e da questa mattina la città è stata tappezzata, per ordine del sindaco, Gianni Speranza, e dell’amministrazione comunale, dai seguenti manifesti: «Lamezia non deve essere sommersa dai rifiuti».
«Per due anni – ha dichiarato il sindaco lametino – non ho avuto la maggioranza in consiglio per creare la discarica pubblica e siamo stati costretti a dirottare la nostra spazzatura nella discarica privata di Pianopoli, la stessa che adesso è sotto sequestro della procura di Lamezia Terme».

Al centro del sequestro ci sta la presenza di uno scarico della Eco Inerti, non segnalato, all’interno della discarica privata di Pianopoli di proprietà della Daneco Impianti. Il sequestro della struttura ha però causato un blocco del sistema di raccolta e smaltimento non solo nel comune lametino ma in varie province calabresi dipendenti tutte dall’impianto di trattamento della suddetta società.

«In Calabria si fa business con i rifiuti – ha dichiarato Speranza – perché non si è mai dato un’autonomia in materia alle diverse zone. C’è il commissariato di emergenza ambientale da più di 12 anni ma non ha mai fatto niente, ad esempio, per sollecitare la mia richiesta di avere una discarica pubblica». Ed ancora: « non basta solo una struttura pubblica ma bisogna incrementare la raccolta differenziata ed affiancarla alla creazione di impianti per il riuso».
«Adesso che ho ottenuto la maggioranza – ha poi concluso il sindaco – avrò come obiettivo principale quello di costruire la discarica pubblica, la mia unica preoccupazione è quella di avere poi i rifiuti di tutti gli altri comuni».

Fonte: nuovasocieta.it

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