Nel mirino 15 anni di gestione commissariale in Campania

di Stefano Sansonetti

La speranza, per nulla celata, è quella di perfezionare quante più transazioni sarà possibile. Il fatto è che in 15 anni di gestione commissariale dell’emergenza rifiuti in Campania, è successo veramente di tutto. E sono moltissimi coloro che, tra persone fisiche e società, vantano crediti nei confronti della protezione civile e della presidenza del consiglio.
Per questo palazzo Chigi ha deciso di mettere mano alla spinosa questione che consiste nella «formazione della massa passiva» per il periodo che va dall’11 febbraio 1994 al 31 dicembre 2009. E così è pronto un decreto della presidenza del consiglio (n. 0903), dipartimento della Protezione civile (Unità stralcio), che in otto articoli intende definire i criteri alla base dei quali lo stato cercherà di soddisfare la pioggia di crediti che, presumibilmente, verranno rivendicati. In sostanza è un avviso pubblico con cui la Protezione civile, oggi guidata da Franco Gabrielli (che ha preso il posto di Guido Bertolaso), invita i creditori a farsi avanti.

Il periodo è appunto piuttosto lungo e coinvolge la bellezza di sette ordinanze. In pratica sono coinvolti gli ultimi 15 anni di gestione commissariale, quelli che si presumeva potessero avere una conclusione positiva alla fine dell’anno scorso. Del resto uno dei provvedimenti richiamati dall’avviso pubblico è il decreto legge 195 del 2009, ossia quello che contiene «disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania».
Emergenza che, come hanno dimostrati i fatti più recenti, è tutt’altro che esaurita.

Ad ogni buon conto l’articolo 2 del decreto della presidenza del consiglio stabilisce che «possono presentare istanza di ammissione alla massa passiva le persone fisiche e giuridiche che vantino crediti direttamente nei confronti delle gestioni commissariali istituite per il superamento dell’emergenza rifiuti nella regione Campania dall’11 febbraio 1994 al 31 dicembre 2009». Chi ritiene di vantare titoli legittimi dovrà indicare se è un creditore privilegiato, ovvero assistito da pegno o ipoteca, dovrà dichiarare di non aver ricevuto pagamenti, totali o parziali, e di non aver effettuato cessioni del credito. Inoltre sarà tenuto a chiarire se esistono giudizi pendenti davanti all’autorità giudiziaria per tutto o una parte del credito.

Le varie istanze saranno valutate da una commissione istituita dal capo dell’Unità stralcio della Protezione civile. «Il pagamento dei debiti inseriti nei piani di estinzione delle passività», informa l’art. 6, «avverrà, previa comunicazione al ministero dell’economia, gradualmente entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili». Insomma, non ci sarà soddisfazione per tutti. Per questo motivo, svela ancora l’avviso pubblico, la speranza è di chiudere accordi con i vari creditori. L’art. 7, infatti, spiega che «coloro che hanno prodotto istanza di ammissione alla massa passiva possono comunicare all’unità stralcio la propria disponibilità a concludere atti transattivi relativamente al credito vantato».

Fonte: italia Oggi

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