Situazione sempre più difficile, impensabile riuscire a ripulire completamente città e provincia prima delle festività
di CARLO FRANCO
CENTO tonnellate in meno al giorno, ma se qualcuno fosse indotto a ritenere che finalmente la raccolta dei rifiuti ha imboccato un corridoio virtuoso si sbaglia di grosso. Lo afferma senza mezzi termini l’assessore comunale all’Ambiente, Paolo Giacomelli: «Anche se recuperiamo cento tonnellate al giorno, ne accumuliamo 700 in più la domenica perché gli impianti sono chiusi». Un’altra giornata nera, insomma, segnata anche da uno scontro istituzionale sempre più teso.

Il sindaco Iervolino ha attaccato frontalmente il presidente Caldoro annunciando che la città ha ormai esaurito ogni margine di difesa: «Posso ripulire tutte le strade in un giorno, ma la spazzatura dove la metto»? Il punto di attacco è il mancato accordo con le altre province campane: era un impegno che il presidente Caldoro aveva assunto, ma non c’è stato seguito. Qualche ora prima, al Vulcano Buono, lo stesso presidente aveva sorvolato sull’emergenza spostando il discorso dei rifiuti a sedici mesi – quando saranno pronti gli impianti intermedi industriali – e addirittura a tre anni, quando saranno disponibili i termovalorizzatori. Troppo per una città e una provincia letteralmente in ginocchio. Anche il discorso della solidarietà, tra l’altro, procede a singhiozzo, nonostante il presidente Caldoro continui ad annunciare la disponibilità, che è cosa ben diversa dall’accordo, con altre sei Regioni.

Anche la Puglia, che pure ha accettato di «prendere» i rifiuti campani considerandolo un dovere nei confronti di chi soffre, ora chiede più garanzie e le spedizioni ancora non partono. È una giusta preoccupazione, ma perché si sbrogli la matassa saranno necessari alcuni giorni e nella situazione in cui si trova Napoli non può più attendere. «Ormai siamo in una condizione di non ritorno, continuiamo a sversare modeste quote a Giugliano, Tufino e Casalduni, ma tra poco non avremo più dove andare anche perché non essendo avviato il trasferimento fuori regione della frazione umida trattata dagli Stir, gli impianti non accetteranno più altra spazzatura e in pratica questo sta già avvenendo».

Siamo, di fatto, alla paralisi perché, non riuscendo a sversare nei pochissimi siti disponibili, i camion non possono essere svuotati e, di conseguenza, non possono essere utilizzati per altri giri di raccolta. E il sindaco Iervolino completa: «In queste condizioni pensare di avere un Natale senza rifiuti nelle strade è pura utopia». I mezzi dell’esercito, intanto, si sono in gran parte concentrati su Giugliano dove le strade sono invase da oltre mille tonnellate di arretrato. I militari hanno ripulito in parte le aree prossime alle scuole e alle strutture aperte al pubblico, ma le tonnellate raccolte sono meno di cinquanta e il sollievo, quindi, è molto lieve. Ultime notizie dal Nord. Sintetizziamo gli umori con una battuta: i “no” fioccano anche se le motivazioni variano da regione a regione: «Abbiamo già dato – ha dichiarato Mirko Tutino, assessore all’ambiente della Provincia di Reggio Emilia – e poi non ci va di aiutare la Campania che è stata malissimo amministrata sia dal centrosinistra che dal centrodestra».

L’atteggiamento è chiaro, ma l’assessore lo ha esplicitato in modo ancora più aspro: il governo Berlusconi non ha risolto nessun problema ed oggi lo vuole risolvere con noi». E da Padova, infine, giunge un convinto sostegno al governatore Zaia espresso in un documento votato all’unanimità dal gruppo leghista alla Provincia. La sintesi è questa: «Oggi, come tre anni fa, ci rifiutiamo di accogliere la spazzatura di Napoli e siamo perfettamente d’accordo con il “no» secco del governatore Zaia».

Fonte: repubblica.it

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