Ma a terra restano 1800 tonnellate. Rivolta al Vomero e a Forcella. Raccolta a rilento, il ponte dell’Immacolata a rischio spazzatura
di CARLO FRANCO

Siamo tornati a quota 1800 tonnellate e la catena della solidarietà procede con la corsa del gambero, un passo in avanti – stanno arrivando i primi autocompattatori da Firenze e da Torino – e uno indietro perché, a conti fatti, solo la Puglia ha concretamente teso la mano alla Campania. Il contratto è stato firmato, la “ricompensa” definita (un milione di euro) e già oggi da Giugliano, dove marciscono in strada 1100 tonnellate di rifiuti, partiranno i primi camion per Taranto. Il problema è reso più drammatico a causa dei limiti operativi dell’Asìa che a malapena riesce a smaltire la “produzione” quotidiana, ma l’arretrato resta per strada con un aumento esponenziale del danno ambientale. Un ponte dell’Immacolata con contorno di rifiuti da offrire ai turisti che arriveranno in città. In questo scenario drammatico le preoccupazioni aumentano perché dai palazzi della politica non giungono notizie che autorizzino un minimo di certezza. Il presidente della Provincia, Cesaro, un giorno sì e l’altro pure, annuncia che stanno per essere definiti i siti per nuove mini discariche, ma, puntualmente, quando si annuncia qualche nome, arriva la smentita: “Smentisco in maniera assoluta che abbiamo deciso di aprire due nuovi siti a Nola e ad Afragola”.
La situazione si ingarbuglia sempre di più, insomma, e l’assessore comunale all’Ambiente, Giacomelli, vedo nero, nonostante gli sforzi dell’esercito: “Tra cento giorni, quando terminerà il contratto con la Puglia, saremo di nuovo con l’acqua alla gola. Se non interverranno fatti nuovi, beninteso”. I fatti nuovi dovrebbero essere il ripristino della linea ferma del termovalorizzatore di Acerra – ma potrebbe arrestarsi per vecchiaia la seconda – e la possibilità di utilizzare almeno un impianto di compostaggio, o quello di Salerno che è in fase di collaudo o quello di Caivano che sta per essere ultimato. Senza questi interventi, un aumento della differenziata potrebbe, paradossalmente, rivelarsi dannoso perché non esistono siti per il compost. In prospettiva l’unica proposta viene dai commercianti vomeresi che, attraverso il loro presidente Vincenzo Perrotta, annunciano di aver inviato al Comune, alla Regione e alla Camera di Commercio due progetti che, utilizzando tecnologie nuove, puntano alla gassificazione dei rifiuti mediante torce al plasma e alla creazione di oasi ecologiche con la riduzione premiale della Tarsu. Speranze, insomma, rispetto alla realtà che imporrebbe soluzioni immediate per spegnere i focolai di protesta. Nei quartieri più popolari, infatti, cresce di ora in ora la rabbia dei cittadini. A Forcella il traffico è stato bloccato coprendo di sacchetti piazza Calenda e la stessa reazione incontrollata ha fatto scattare l’allarme al Vomero, in via Belvedere, e nel rione delle Case Nuove alle spalle di via Marina: le mamme preoccupate per la salute dei figli sono scese in strada e solo l’arrivo dei bob-cat, inviati d’urgenza dall’Asia, è valso a far ritornare la calma.

Ed ora le ultime dal fronte della solidarietà. Da Firenze e da Torino arrivano i primi quattro autocompattori “prestati” a Napoli, ma il bilancio resta contraddittorio. E l’unico intervento da segnare è quello del governatore pugliese Vendola il quale ha scritto ai Comuni pugliesi di privilegiare la Campania a danno del Veneto. “È giusto rispettare la volontà del presidente Zaia, ha detto Vendola, lui sostiene che i rifiuti ognuno deve amministrarseli in sa e noi lo accontentiamo”.

Fonte: repubblica.it

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