di Donatella Pavan (Terra Milano)

CONSUMI. Economisti, sociologi, ecodesigner e comunicatori con Ecologos lanciano la sfida alla sostenibilità dei prodotti.
«Quello di cui ci occupiamo – racconta Cinzia Vaccaneo, ricercatrice di Ecologos – è far nascere di nuovi stili di vita, basati sulla sostenibilità». Sono stati i primi in Italia a sviluppare l’idea del detersivo alla spina, ma non solo: dal 2005 ad oggi hanno trovato il modo evitare lo spreco di 2.189.166 bottiglie di plastica, 222.285 flaconi di detersivi, 383.690 pannolini, 60.660 contenitori per il latte. Tutto inizia a Torino nel 2002, è allora che un gruppo di ricercatori con competenze diverse decide di associarsi e diventare l’ente di ricerca non profit Ecologos (www.ecologos.it). Sono economisti, sociologi, ecodesigner, comunicatori: vogliono mettere insieme la propria professionalità per sviluppare nuovi sistemi produttivi, economici e tecnici e raggiungere la maggior sostenibilità possibile.

Il loro obiettivo è diventare uno science shop, ovvero un ponte tra l’università e la società civile per proporre iniziative di ricerca applicata ad ampio respiro, sul modello della rete degli science shop fondata in Olanda negli anni Sessanta. Al centro del loro lavoro, rivolto alle pubbliche amministrazioni e al mondo industriale, c’è la definizione di politiche innovative per la gestione delle risorse – materiali, energetiche, idriche -. La prima iniziativa concreta parte nel 2005. Posto che il 30-40 per cento dei rifiuti sono costituiti da imballaggi e che, per produrre un flacone di plastica di 60 grammi, servono un corrispettivo d’energia pari a 25 lampadine da 100 watt accese per un’ora, due vasche da bagno d’acqua con un’emissione di CO2 pari a un auto di media cilindrata nel corso di un chilometro, oltre ai costi di dismissione, decidono di lavorare sul sistema tradizionale di distribuzione dei detersivi.

L’idea è trasformare il packaging da oggetto in bene durevole, ovvero in un contenitore da conservare e riutilizzare di volta in volta. Il progetto Detersivi sfusi (www.detersivisfusi.it) presentato per la prima volta alla Regione Piemonte viene accolto con entusiasmo e la richiesta di introdurre questo sistema di vendita nella grande distribuzione, dopo un anno vengono installate le prime tre erogatrici in ipermercati a marchio Ipercoop, Crai e Auchan. Ad oggi in Piemonte sono state installate 57 macchine erogatrici di detersivo per i piatti, per i pavimenti e per lavatrice, sotto dieci diversi marchi: Coop, Ipercoop, Crai, Carrefour, Uni, Il gigante, Auchan, E.Clerc, Ipersoap, Conad. Si acquista il contenitore la prima volta e si riempie ogni volta che il detersivo finisce, con il vantaggio di pagarlo meno dato che l’eliminazione del contenitore consente un risparmio di circa il 30 per cento.

Il risultato? Fino ad oggi (sul sito si trova l’aggiornamento in diretta dei flaconi risparmiati minuto per minuto) in Piemonte sono stati riutilizzati 619.000 flaconi, con il risparmio di 103.373 kg di CO2, 1.597023 Kwh d’energia elettrica, 155.369251 litri d’acqua. Il successo dell’esperienza piemontese ha contagiato la Regione Lazio, che ha richiesto a Ecologos l’installazione di 100 distributori localizzati in modo uniforme sul territorio laziale, 47 dei quali sono già stati installati. Nel frattempo 2 distributori sono arrivati anche in Lombardia e uno nel Veneto. Le iniziative di Ecologos non finiscono qui. Si chiama Riducimballi (www.riducimballi.it) un sistema di progetti per ridurre i rifiuti in genere.

Gli interlocutori sono le amministrazioni, le attività commerciali o i gruppi d’acquisto del territorio nazionale interessati a ridurre il proprio impatto ambientale, sia per questioni etiche che economiche – i costi dello smaltimento dei rifiuti incidono pesantemente sulle amministrazioni: per smaltire una tonnellata di rifiuti si spendono in media 215 euro -. I modi per farlo sono diversi, si può mettere a disposizione dei cittadini una fontana leggera – un erogatore d’acqua gasata e non che costa 5 centesimi ogni litro e mezzo – per ridurre le bottiglie da dismettere, oppure, come è accaduto a Perugia con l’iniziativa Bambini leggeri, sostituire i pannolini usa e getta – pari al 5-6 per cento dei rifiuti nazionali -, con kit di tecnologicissimi pannolini lavabili. Le fontane leggere vanno per la maggiore, sono ormai una quarantina sul territorio nazionale, mentre l’iniziativa Bambini leggeri è in corso di sperimentazione su 1000 bambini nella Provincia di Perugia.

Infine, il Negozio leggero gestito dalla Cooperativa Rinova, dove tutto viene distribuito alla spina e al posto del normale commerciante si trovano esperti con competenze diverse cui sottoporre ogni dubbio: in Piemonte sono già quatto, dei quali uno appena aperto a Torino, ma uno ne è stato aperto anche in Lombardia a Orzinuovi. «L’eliminazione del contenitore – conclude Cinzia Vaccaneo – consente di risparmiare dal 30 al 70 per cento dei prezzi di mercato e ci consente di fornire prodotti di qualità e in molti casi biologici a costi contenuti». Un dato per tutti, ogni famiglia che sceglie di usare detersivi alla spina e acqua del rubinetto evita la produzione di 30 kg di plastica all’anno.

Fonte: terranews.it

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