Saturo l’impianto di Tufino. Assaliti due camion a Terzigno. “Dall’emergenza si uscirà solo quando si potrà trasferire l’umido in Puglia”
di CRISTINA ZAGARIA

Nuovo tilt. In città si blocca la raccolta straordinaria. Domenica nera sul fronte rifiuti: sollevate dalle strade appena cento tonnellate in più rispetto all’ordinario. A bloccare il sistema, in lenta ripresa, lo stop dell’impianto di Tufino, da giorni allo stremo: nella notte tra sabato e domenica 25 automezzi dell’Asìa, carichi di 300 tonnellate di rifiuti, non riescono a sversare, perché l’impianto è pieno. Intanto a Terzigno i manifestanti danneggiano due autocompattatori.

“Il piano di uscita dall’emergenza potrà funzionare solo quando si potrà trasferire la frazione umida in Puglia”, avverte l’assessore comunale all’Igiene Paolo Giacomelli. Una svolta, in vista del ponte dell’Immacolata e del Natale, è attesa per oggi. In giornata, infatti, dovrebbero finalmente partire i primi camion carichi di frazione umida per la Puglia, dando finalmente una boccata d’ossigeno agli impianti della provincia di Napoli ormai colmi. Oggi dovrebbero anche arrivare in treno 4 nuovi compattatori di Torino, mentre altri 6 sono attesi da Firenze. Si aggiungeranno ai 20 arrivati da tutt’Italia e già al lavoro. Sono stati individuati anche due nuovi siti dove sversare l’immondizia: le discariche a Nola e Afragola. Mentre Palmiro Cornetta, sindaco di Serre, ha detto “no” alla riapertura di Macchia Soprana.

Il piano “Napoli pulita”, all’indomani della riunione con Silvio Berlusconi, parte tra nuove incertezze.
Gli autisti di due compattatori che andavano a sversare nella discarica di Cava Sari, a Terzigno, sono stati aggrediti all’alba di ieri da un gruppetto di manifestanti. Poco prima delle 4,30 tre autocompattatori della ditta “Amav” di Sant’Anastasia sono sbucati da una traversa laterale della rotonda panoramica che conduce alla discarica di Terzigno, seguendo un percorso diverso da quello concordato. Uno dei tre automezzi è riuscito a passare, ma altri due sono stati bloccati dai manifestanti. Secondo la ricostruzione della polizia, appunto, la reazione dei manifestanti, una decina, sarebbe scaturita dal fatto che gli automezzi avrebbero compiuto un percorso diverso da quello autorizzato.

I due autisti sono stati costretti a scendere. Hanno riportato contusioni guaribili in 3 e 7 giorni. Nella notte a Terzigno hanno scaricato 16 compattatori su 20. Gli altri sono stati rimandati indietro perché dai mezzi fuoriusciva percolato.

Fonte: repubblica.it

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