La terza multiutility italiana punta al termovalorizzatore di Torino

di Camilla Gaiaschi

Acqua e rifiuti. E due dossier nel mirino. Iren, la terza multiutility italiana (dopo A2a e Hera), riparte da Torino per guardare al Mediterraneo. Perché sotto la Mole, bisognosa di fare cassa, la vendita delle varie spa pubbliche non è più un tabù.
E in pole, naturalmente, non può che esserci la ex municipalizzata frutto della recente fusione tra Iride ed Enia, desiderosa di crescere nel business dell’acqua e dell’ambiente.
A fare gola alla multiutility presieduta da Roberto Bazzano sono due società: la Smat, controllata dal Comune di Torino, che gestisce il servizio idrico unico integrato per l’intera provincia. E la Trm, controllata, oltre che dalla città di Torino, dai Comuni della provincia sud-orientale. A essa fa capo la costruzione e la gestione dei termovalorizzatori, non ultimo quello, attualmente in costruzione, di Torino Gerbido, su cui Iren avrebbe già messo gli occhi.
Per entrambe la società a dettare la tempistica della possibile cessione è il decreto Ronchi sulla privatizzazione dei servizi idrici e della gestione dei rifiuti: entro la fine del 2011, le società dovranno aprire il capitale ai privati a meno di non voler perdere la concessione “in house” per conto del Comune. Sia Smat che Trm sono orientate a percorrere questa strada. Ma se per Smat questa strada appare praticamente spianata, con l’unico socio (il Comune) che corre dritto verso la privatizzazione, meno scontata è l’operazione su Trm, dove il management dovrà riuscire nell’intento di mettere d’accordo i diversi azionisti. Se ciò dovesse avvenire, alla futura gara Iren avrebbe gioco facile, forte del know how ereditato dell’emiliana Enìa, che proprio per la sua elevata specializzazione nel “waste” era stata a lungo corteggiata da Bazzano (ai tempi presidente di Iride).
Il quale, ora che è riuscito a creare una vera multi-utility, punta a crescere per vie interne, sviluppando le varie linee di attività. Acqua e rifiuti in primis.
Per quanto riguarda i servizi idrici, in particolare, l’operazione torinese si inserisce in realtà all’interno di un più vasto piano di riorganizzazione e sviluppo delle attività idro-elettriche del gruppo.

Fonte: la stampa

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