Berlusconi: un danno d’immagine per tutta l’Italia. Per le strade di Napoli restano ancora 2100 tonnellate.

ROMA (2 dicembre) – La questione rifiuti campani è tornata sul tavolo dei presidenti delle Regioni: dopo il sì al governo espresso solo lunedì scorso, oggi i governatori hanno nuovamente discusso della questione tra loro in una Conferenza straordinaria e poi sono andati a parlarne con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. E la loro richiesta non è rimasta inascoltata: il premier Berlusconi in serata è intervenuto con una nota sulla questione: «Ancora una volta ho potuto constatare sul piano internazionale come il problema di Napoli danneggi l’immagine e il buon nome di tutta l’Italia. Abbiamo, perciò, il dovere di affrontare e risolvere l’emergenza nel più breve tempo possibile e sono sicuro che le Regioni accoglieranno l’appello che ho rivolto loro prima di partire», ha affermato.

«Sono anche fiducioso che non sarà difficile individuare, nell’ambito del Tavolo Tecnico appositamente costituito le condizioni e le modalità per la partecipazione di ciascuna delle Regioni a questa opera di ‘pronto soccorso’, che serve a riportare il più rapidamente possibile la situazione di Napoli alla normalità».

Il malumore di molti governatori nasceva dal fatto che tutti dovrebbero prendere parte all’operazione di smaltimento delle 600 tonnellate al giorno, per 3 mesi, che l’esecutivo ha chiesto loro di accollarsi, ma molte Regioni, o per motivi tecnici (discariche quasi al completo, ciclo di rifiuti che punta sulla differenziata mentre da Napoli arriverebbero rifiuti indistinti) o per motivazioni politiche (ognuno è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità) hanno opposto il proprio no.

In particolare, è il no di Veneto e Piemonte a pesare nella Conferenza delle Regioni. Anche perchè se la Lombardia accettasse i rifiuti campani (come ha già fatto più volte, in occasione di altre emergenze) rischierebbe di essere l’unica Regione del nord a farlo. E il presidente della Regione Roberto Formigoni su questo punto è incalzato dalla Lega, che notoriamente spinge per il no ai rifiuti campani. «Il mio pensiero sui rifiuti di Napoli è lo stesso da sempre: il popolo napoletano è vittima, non responsabile del disastro rifiuti di questi anni», ha detto oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia. Ma per il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che è anche vicepresidente della Conferenza delle Regioni, ci sono «troppi problemi tecnici al Nord ad accogliere i rifiuti campani, sono un po’ sospetti».

«Da un punto di vista politico noi siamo d’accordo a dare una mano anche se questo principio viene riconosciuto da tutti ma poi la disponibilità vera non c’è da tutti», ha lamentato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. «Siamo convinti che risponderanno tutti a quella che è non solo una emergenza nazionale, ma ha anche molto a che fare con l’immagine del nostro Paese all’estero», ha commentato Renata Polverini, che guida la Regione Lazio. Il presidente della Campania, Stefano Caldoro, oggi ha spiegato che sono già sei le Regioni che hanno dato disponibilità ad accogliere i rifiuti campani e altre due sarebbero pronte a farlo per piccole quantità. «Oggi abbiamo anche scoperto che ci sono rifiuti che dal nord vengono trattati al sud; ci sono in tal senso accordi tra privati così come prevede il Codice ambientale che non ha avuto alcuna deroga», ha rassicurato Caldoro, ricordando che l’aiuto delle Regioni viene chiesto solo per 3 mesi «si tratta di momenti di crisi che possono essere risolti grazie alla solidarietà nazionale».

Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, dopo il nuovo appello del premier alle Regioni si è detto sicuro che la risposta di queste ultime «sarà unanime». Anche l’Anci è intervenuta sul tema rifiuti: il presidente Sergio Chiamparino ha sottolineato come «la solidarietà offerta alla Campania da Regioni e Comuni per smaltire tonnellate di rifiuti è cosa positiva, perà va bene se è definitiva, nel senso che non ci si può trovare con nuove emergenze fra tre mesi o tre anni».

Oggi poi l’Associazione dei Comuni ha detto No all’ipotesi di allargare la gestione del ciclo dei rifiuti e per questo ha approvato un ordine del giorno nell’ambito del proprio Comitato direttivo. «Non ha senso – ha spiegato Chiamparino – sottrarre ai Comuni la gestione del ciclo dei rifiuti per darlo alle Province».

Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, dopo l’intervento di Berlusconi ha rilevato come la dichiarazione del premier «dimostra e riconosce ulteriormente che c’è un’emergenza nazionale e conferma che è necessario l’intervento di tutte le Regioni per affrontare e risolvere la drammatica situazione in Campania. A questo richiamo alla responsabilità istituzionale, di cui è garante il presidente del Consiglio, è ovvio che nessuno possa sottrarsi».

La Lega pronta alla mobilitazione. Ma La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia è pronta «alla mobilitazione» se la Regione darà la disponibilità ad accogliere i rifiuti provenienti dalla Campania. Lo hanno annunciato, oggi, a Trieste, il capogruppo della Carroccio in Consiglio regionale, Danilo Narduzzi, insieme al suo vice, Ugo De Mattia, presentando una mozione che impegna il Presidente della Regione, Renzo Tondo (Pdl), a dichiarare l’indisponibilità ad accogliere i rifiuti campani. «Chiederemo che la mozione venga discussa il prima possibile – ha detto Narduzzi – e se non sortirà effetti utilizzeremo strumenti democratici di coinvolgimento della cittadinanza affinchè il Presidente Tondo dica no a questa vergogna».

Cancro. «Questa non è un’emergenza – ha detto ancora Narduzzi – è un cancro che va avanti da 15 anni: se è una questione di mafia e di camorra e non di gestione di rifiuti allora va affrontata in maniera diversa». «Riteniamo che ogni territorio – ha aggiunto De Mattia – debba smaltire in loco i rifiuti che produce. È inammissibile che sistematicamente il Nord debba tappare le falle aperte dal Sud e da Napoli in particolare».

20mila spazzini. «Napoli – ha osservato Narduzzi – ha 20.000 spazzini, Milano ne ha 2.000 con mezzo milione di abitanti in più». «Noi la pensiamo diversamente dal deputato Menia e dal Fli – ha sottolineato Narduzzi – che vogliono detassare Napoli con la scusa dell’emergenza. È ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità», ha concluso.

La situazione a Napoli. Il recupero è lento e lungo le strade di Napoli restano ancora 2100 tonnellate di rifiuti, solo 100 tonnellate in meno rispetto a ieri. I cumuli, enormi, continuano ad occupare interi tratti di strade: Calata Capodichino, Montagna Spaccata e Santa Teresa degli Scalzi le zone della città dove si registrano maggiori criticità. «Stiamo lentamente migliorando grazie al maggior numero di mezzi che abbiamo in strada. Si sta continuando a conferire negli impianti Stir di Giugliano e Tufino nonchè nella discarica di Chiaiano – spiega l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli – stanotte contiamo di fare una buona raccolta. Purtroppo stiamo procedendo lentamente, se si pensa che in quattro giorni siamo riusciti a recuperare solo 900 tonnellate. Se oggi diamo un bel colpo, la situazione domani sarà nettamente migliore».

Fonte: il mattino

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