di Eleonora Santucci

Il ministero dell’ambiente modifica i criteri e le procedure di ammissibilità dei rifiuti in discarica. E’stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri il relativo decreto che sostituisce il precedente del 3 agosto 2005.
E’ il decreto del 2003 il numero 36 che recepisce la disciplina europea e dunque la classificazione delle discariche, ossia quella per rifiuti inerti, quella per rifiuti non pericolosi e quella per rifiuti pericolosi. E’ lo stesso decreto che stabilisce i criteri gestionali e costruttivi, e le procedure per la richiesta e l’ottenimento dell’autorizzazione, rimandando a un apposito decreto ministeriale i criteri e le procedure per l’ammissione dei rifiuti in discarica.
Il nuovo decreto così come quello del 2005 prevede quando e quali rifiuti possono essere smaltiti, quando è consentito lo smaltimento senza preventiva caratterizzazione, quali limiti di accettabilità e di concentrazione di determinate sostanze (ad esempio l’eulato) devono essere rispettati.
Per esempio il nuovo decreto vieta il conferimento in discarica per inerti di rifiuti che contengono Pcb, in concentrazione superiore a 1 mg/kg e che contengono diossine e furani, calcolati secondo i fattori di equivalenza in concentrazione superiore a 0,0001 mg/kg. Per gli altri inquinanti organici persistenti prevede che l’applicazione dei limiti del regolamento europeo relativo agli inquinanti organici persistenti.
Inoltre prevede che gli scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico) possano essere smaltiti in discarica per rifiuti inerti senza preventiva caratterizzazione.
Così come il precedente decreto è possibile smaltire i rifiuti pericolosi in discariche di rifiuti non pericolosi. Nelle discariche per rifiuti non pericolosi sono dunque smaltiti rifiuti pericolosi stabili non reattivi (ad esempio, sottoposti a processo di solidificazione/stabilizzazione, vetrificati) sottoposti a test di cessione e che presentano un eluato conforme a determinate concentrazioni.
Il nuovo decreto dunque individua tali limiti in un apposita tabella distinta da quella dei limiti di concentrazione nell’eluato per l’accettabilità in discariche per rifiuti non pericolosi ( introduce due distinte tabelle).

Fonte: greenreport

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