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Claudio Meloni

Mese

dicembre 2010

“Roma è il comune più grande d’Europa ma per Alemanno non c’è posto per i rifiuti”

Le accuse del presidente della Provincia Zingaretti: “I poteri bisogna saperli usare. Buttati al vento due anni e mezzo”.

“Prima le attese, poi il rimpallo di competenze tra Regione e Comune di Roma. Ora scopriamo che il Campidoglio non ha un sito alternativo a Malagrotta. Hanno buttato al vento due anni e mezzo”. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, osserva “con preoccupazione” gli sviluppi della situazione rifiuti della Capitale.

C’è davvero il rischio di riprodurre a Roma l’emergenza napoletana?
“Le radici della vicenda dei rifiuti in Campania affondano nel rimpallo di responsabilità tra chi doveva decidere e non ha deciso. Proprio come a Roma. Fino a pochi giorni fa sono stati numerosi gli annunci sull’individuazione di un sito alternativo a Malagrotta. E ora si dice che non c’è posto”.

E quindi che si fa? Si cerca una soluzione in provincia?
“Le motivazioni con le quali il Campidoglio ha spiegato la sua impossibilità a fornire un’alternativa alla discarica dicono che nella Capitale non c’è posto. Ma Roma non è il Comune più esteso d’Europa? Se è così, si capisce che sarà difficile convincere altri Comuni che nei loro territori c’è spazio per i rifiuti di Roma. Il problema, però, è un altro”.

Quale?
“Non tanto dove si farà la nuova discarica, ma in quale clima culturale vengono prese certe decisioni. Quella che entra in crisi, e non da oggi, è un’impostazione di governo dei territori sbagliata ed egoistica. Viene alla luce quanto drammaticamente fragile sia stata una politica che in maniera ideologica ha negato qualsiasi legame di solidarietà con i comuni dell’area metropolitana”.

Riemergono i conflitti tra Roma Capitale e le altre Province?
“Io sono un sostenitore di chi chiede per Roma più poteri. Poi, però, bisogna anche saperli usare. Diciamo che se ci fosse stato un altro clima, ora tutto sarebbe più semplice. Da due anni ripetiamo queste cose e, ogni volta, veniamo guardati con ironia dal Campidoglio. E invece avevamo ragione noi”.

Trenta sindaci della provincia di Roma si dicono preoccupati e hanno scritto a Napolitano e Berlusconi.
“È l’ennesima dimostrazione che Roma deve vivere un rapporto con la sua area metropolitana fatto di oneri e di onori. Altrimenti il concetto che passa è che tutti i problemi vengono allontanati dalla città e a Roma restano solo finanziamenti e onori”.

Ora il pallino è nelle mani della governatrice Polverini. C’è anche allo studio la possibilità di un commissariamento sui rifiuti.
“La presidente si troverà ad operare in un quadro di fiducia molto logorato. Provi a responsabilizzare maggiormente i territori. Abbiamo visto cos’è successo in Campania. E lì di commissari ai rifiuti ce ne sono stati parecchi”.

Fonte: repubblica.it

Roma a caccia di una discarica

Lazio. La regione cerca un sito alternativo a Malagrotta ormai satura Roma a caccia di una discarica
ROMA sua Dopo mesi di braccio di ferro con il comune di Roma, «la palla» della discarica di Malagrotta, destinata a chiudere, è ora ufficialmente nelle mani della regione Lazio, e si prospetta l’ipotesi di un commissariamento in attesa che la giunta di Renata Polverini trovi un sito alternativo. A mettere la parola fine al rimpallo di competenze tra Campidoglio e regione ci ha pensato l’amministrazione di Gianni Alemanno: Roma Capitale ha trasmesso alla Polverini uno studio su otto possibili siti alternativi, e nessuno di essi risulterebbe idoneo a ospitare una discarica La parola, quindi, alla presidente che ieri mattina ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta, per mettere la mani avanti: «In caso di necessità – ha spiegato – chiederò il commissariamento urgente della discarica Da oggi la competenza a trovare il nuovo sito è nostra, e si è già insediato un tavolo tecnico per la questione rifiuti». Ma ora che è chiaro il «chi» di Malagrotta bis, resta il nodo più duro da sciogliere, quello del «dove». Il piano rifiuti licenziato dalla giunta regionale, in attesa dell’ok del Consiglio, individua un sub-Ato unico per Roma e la sua provincia, e rende dunque tecnicamente possibile realizzare la nuova discarica anche al di fuori dei confini della capitale. Polverini va con i piedi di piombo: «E prematuro chiedermi se abbiamo già individuato le aree» ha affermato. Per l’immediato di Malagrotta, tutto va nella direzione di una proroga oltre il 3i dicembre. Intanto 3o sindaci della provincia di Roma hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi: «Roma Capitale non può chiedere per sè ciò che luccica, e destinare ai Comuni confinanti ciò che puzza».

Fonte: sole 24 ore

Capodanno senza rifiuti a Napoli

di Davide Colombo

Capodanno pulito a Napoli. Entro domani, giorno di San Silvestro, verranno eliminati i rifiuti dalle strade della città. Entro 15 giorni saranno poi liberate le strade della Provincia e il 4 gennaio si terrà una nuova riunione a Palazzo Chigi per definire le soluzioni strutturali al problema. È questa l’intesa minima raggiunta nella riunione di ieri alla presidenza del Consiglio. Davanti al sottosegretario Gianni Letta c’erano il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, i presidenti e i prefetti delle province campane, il responsabile della Protezione Civile, Gabrielli e una serie di tecnici dell’Economia e dell’Ambiente. «L’intesa è stata possibile – ha sottolineato Letta in una nota – grazie al profondo senso di responsabilità e sensibilità istituzionale di tutti i partecipanti, a partire dalle Province campane. Ma anche grazie al consistente apporto allo smaltimento dei rifiuti proveniente da diverse regioni italiane». Nelle stesse ore in cui a palazzo Chigi si cercava la nuova «soluzione-tampone», basata soprattutto sulla garanzia di collaborazione delle province, è tornato a farsi sentire il premier, Silvio Berlusconi, che ha lamentato come a Napoli si trovi sempre «qualcuno che cerca di ostacolare con ogni mezzo il nostro operato». Il presidente del Consiglio ha parlato in collegamento telefonico in occasione di un’iniziativa del Pdl partenopeo; intervento trasmesso da Sky. «Sono convinto – ha detto tra l’altro Berlusconi – che ci sia la volontà precisa di dimostrare che l’intervento del governo non è stato risolutivo. Ma penso – ha poi aggiunto – di tornare ad assumere io la responsabilità per l’immediato sgombero dei rifiuti e per gli impianti futuri».

Lo spiraglio di una soluzione temporanea per la pulizia delle strade è arrivato dopo che, la notte scorsa, l’esasperazione era sfociata in nuovi episodi di teppismo. Un gruppo di giovani incappucciati ha organizzato un raid nella zona di via Vespucci, nei pressi dell’ospedale Loreto Mare, bloccando il traffico per diverse ore. Cumuli di spazzatura che da diversi giorni non venivano raccolti sono stati riversati su entrambe le direzioni della carreggiata.Ieri la spazzatura accumulata lungo le strade ammontava a «sole» mille tonnellate, contro le 1.400 di due giorni fa. A garantire lo sgombero è stata in particolare la provincia di Caserta, che ha consentito l’uso nell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere. Ma la situazione resta critica in città e in certe zone della provincia, in particolare nell’area flegrea.

«C’è un impegno comune di tutti a lavorare duramente, anche se non è facile, per ripulire Napoli entro il 31 dicembre. Qualche giorno in più sarà necessario per risolvere il problema anche nella provincia», ha confermato Stefano Caldoro al termine dell’incontro romano, precisando che per «portare Napoli nella media italiana e quindi alla normalità serviranno tre anni». Per quanto riguarda gli interventi ritenuti necessari alla soluzione della crisi, per essere pronti nel momento in cui la discarica di Chiaiano chiuderà e in attesa della realizzazione degli impianti di compostaggio e del termovalorizzatore di Napoli Est, si sta lavorando all’individuazione di una nuova discarica. «È inutile nascondersi – ha spiegato il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro – necessitano nuove discariche».

Partiranno nel 2011 i cantieri per la realizzazione sul territorio della provincia di Napoli di cinque impianti di compostaggio. Gli Stir di Giugliano e Tufino, impianti per l’imballaggio e il compostaggio dei rifiuti, lavoreranno anche la notte del 31 dicembre e il 1° gennaio.

Qualche problema resta infine aperto per l’annunciato impiego di vigili del fuoco e guardie forestali, incaricati a san Silvestro di versare acqua sui cumuli di rifiuti per scongiurare il rischio di incendi. I vigili in una nota sindacale hanno spiegato che dal primo gennaio, «a causa dei tagli previsti dal governo», potrebbero accadere disservizi.

Fonte. sole 24 ore

Rifiuti, via al piano di Capodanno Berlusconi: “Così puliremo Napoli”

Il premier: “Scendo in campo io, impianti pronti in pochi mesi”. Accordo a Palazzo Chigi: per cinque giorni aiuto straordinario dalle province campane L´opposizione: “Basta raccontare favole, il governo prenda atto del fallimento”
ROMA – Un sì risicato e a brevissimo termine. A Palazzo Chigi, dopo due ore di vertice, il sottosegretario Gianni Letta riesce a strappare alle Province campane un accordo di solidarietà di appena cinque giorni per evitare che la notte di San Silvestro di Napoli anneghi tra i cumuli inevasi di immondizia. In cambio, governo ed enti locali si rivedranno a Roma il 4 gennaio per parlare del gigantesco indebitamento dei Comuni, con la mannaia dello sciopero di migliaia di dipendenti che vedono ormai a rischio il proprio stipendio. E dopo? La soluzione strutturale è solo su carta. Eppure il premier Silvio Berlusconi, in una telefonata pubblica, torna sul disastro rifiuti e assicura: «Scenderò di nuovo io in campo».
Il presidente del Consiglio sgombra il campo dell´emergenza campana dalle ombre di un fallimento: «C´è qualcuno che cerca di ostacolare il nostro intervento con ogni mezzo». Torna a promettere: «Risolveremo il problema. Non solo sgombreremo la città, e la ripuliremo, ma riusciremo anche a fare gli impianti». Anche stavolta c´è una data: «Entro pochi mesi trasformeremo la scena». È la quarta volta che il presidente detta un´agenda. E nelle tre precedenti non è stata rispettata. Netta la condanna delle opposizioni, dal Fli al Pd e all´Idv: «Basta raccontare favole». Poco prima, il governatore campano Stefano Caldoro aveva riconosciuto con i cronisti: «Ci vorranno ancora tre anni prima di giungere alla media di un normale ciclo di smaltimento».
Mentre al tavolo della Presidenza del Consiglio – cui siedono anche i prefetti campani, il sindaco Iervolino, con il governatore e le Province – si negozia la “sopravvivenza” al disastro di settimana in settimana, il premier torna ad annunciare la sua risolutiva azione. Berlusconi interviene con una telefonata ad un´iniziativa del Pdl nel Nolano, e punta deciso sul tema dell´emergenza dopo quasi 40 giorni di silenzio. Dice il premier: «Sono intervenuto a più riprese sul problema di Napoli, ma c´è qualcuno che ostacola il nostro lavoro, altrimenti non si spiega ciò che sta succedendo. Ora scenderò di nuovo in campo e in pochi mesi riusciremo a trasformare la situazione di Napoli».
La presidente del Pd Rosy Bindi lo invita «prendere atto del suo fallimento, anche sul tema rifiuti». Per il capogruppo dell´Idv al Senato, Felice Belisario, «Berlusconi è solo un bugiardo incallito che soffre di mania di persecuzione. Continua a fare promesse che non mantiene, a vedere complotti che non ci sono, a descrivere un´Italia immaginaria. Non basterà riciclare il solito repertorio da piazzista per ingannare ancora gli italiani». Per il capo della segreteria politica di Fli, Carmelo Briguglio, «l´unico complotto ormai chiaro a tutti è quello ordito dalla stampa controllata dal premier contro Fini».
Intanto a Napoli restano a terra oltre mille tonnellate. Quindicimila in provincia. L´incontro a Palazzo Chigi non è privo asprezze. «Condannare Napoli a una notte di San Silvestro tra i rifiuti non è pensabile – avverte il sottosegretario Letta – Quindi, voi come province campane vi impegnate ad essere ancora un po´ solidali con i rifiuti del capoluogo e noi come governo ci impegniamo ad affrontare, il 4 gennaio, i nodi che avete posto. Diversamente, ciascuno si assume le proprie responsabilità». È un aut aut. Due ore dopo, ecco l´accordo che vale poche ore. Spiega Caldoro: «Se potremo ripulire Napoli entro Capodanno è grazie alle intese dei trasferimenti raggiunti con sei regioni (Puglia, Toscana, Emilia, Molise, Lazio e Marche). Poi, da queste ore, grazie anche alla capacità di accoglienza, comunque ridotta, concessa da Avellino, Benevento e Caserta». Poi riconosce: «Certo, impiegheremo più tempo per liberare la provincia». Fino al prossimo miracolo.

Fonte: repubblica

«Napoli pulita a Capodanno». Speriamo Prestigiacomo: «Regioni, basta egoismi»

NAPOLI (30 dicembre) – Capodanno pulito a Napoli. «Entro il 31 dicembre verranno eliminati i rifiuti dalle strade della città». Questo l’ultimo annuncio dopo un vertice ieri a Palazzo Chigi. L’intesa raggiunta nella riunione presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta , e alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Campania, Caldoro, il sindaco di Napoli, Russo Iervolino, i presidenti e i prefetti delle Province campane, il responsabile della Protezione civile, Gabrielli. Entro 15 giorni verranno ripulite le strade della provincia. Individuate due nuove discariche «comprensoriali» da 250mila tonnellate ciascuna.[ Berlusconi: qualcuno ci ostacola, ora scendo in campo io e risolvo.

La Prestigiacomo al Mattino. «Viene prima la solidarietà e poi l’autosufficienza». Il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in un’intervista al Mattino, traccia la strategia per superare definitivamente l’emergenza rifiuti in Campania. Una soluzione che passa, inevitabilmente, per l’apertura di nuove discariche. «Risolveremo il problema e continueremo a lavorare nel solco aperto dal decreto del 2008. Ma i ritardi e gli scioperi di queste settimane hanno contribuito in maniera decisiva a peggiorare la situazione e non sono in alcun modo imputabili al governo».

«Poste le basi per pulire città». «Sono state poste le basi per ripulire la città. Noi continueremo a fare la nostra parte, assicurando sempre il massimo impegno». Così l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, commenta l’esito del vertice che si è svolto ieri a Palazzo Chigi, a Roma. È stato assicurato che tutti gli impianti presenti in Campania riceveranno i rifiuti e ciò, a giudizio di Giacomelli, rappresenta la premessa indispensabile per azzerare al più presto possibile il quantitativo di «arretrato» presente ancora lungo le strade della città. Si tratterebbe, secondo una stima dei tecnici del Comune, di un quantitativo tra le 650 e le 700 tonnellate di spazzatura, concentrate solo in alcuni quartiere.

La Iervolino: città pulita. Saranno «solo» 300 tonnellate di rifiuti ad occupare le strade di Napoli domani sera per l’arrivo del nuovo anno. A confermarlo il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, che mostra però preoccupazione per il futuro. «Ieri a palazzo Chigi abbiamo lavorato benissimo e devo ringraziare il sottosegretario Gianni Letta – ha detto Iervolino – garantiremo la città pulita per la notte di capodanno, ma proprio per trasformare la tensione di questo periodo in impegno normale, ci siamo dati appuntamento al 4 gennaio per continuare a lavorare con sinergia».

Fonte: il mattino

Berlusconi e i rifiuti: ghe pensi mi

Il premier: «Scenderò in campo io con una mia attività personale per risolvere in pochi mesi il problema»

«Scenderò in campo io con una mia attività personale per risolvere in pochi mesi il problema dei rifiuti a Napoli»: Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente ad una riunione del Pdl a San Vitaliano con un nuovo annuncio a sorpresa.

«Ho avanzato un programma che credo sarà definitivo. Penso di ritornare – ha aggiunto il Premier riferendosi al vertice in corso a Palazzo Chigi sull’emergenza – ad assumere direttamente la responsabilità per lo sgombero immediato di Napoli ma anche per gli impianti futuri». Berlusconi è tornato ad ipotizzare un sostanziale boicottaggio ai danni del Governo: «Sono certo – ha aggiunto – che ci sia una volontà precisa per dimostrare che l’intervento del Governo non è stato risolutivo. Ora c’è una riunione in corso, io sono in collegamento con Letta, ho avanzato un programma che credo definitivo e penso di tornare ad assumere direttamente la responsabilità per l’immediato sgombero ma anche per gli impianti futuri».

Carlo Tarallo

Fonte: corriere del mezzogiorno.it

Malagrotta, firma per la proroga il 31 I nuovi siti ?Riano, Allumiere e Guidonia

In discarica ogni giorno 3 mila tonnellate di rifiuti della Capitale. Alemanno:«Il nuovo luogo non sarà a Roma».

ROMA – Riano, Allumiere, Guidonia. Mentre si avvicina la proroga all’attività della discarica di Malagrotta – che sarà firmata venerdì 31 dicembre – sono questi i nomi candidati ad ospitare il nuovo invaso chiamato a sostituire quello che nel XV municipio raccoglie ogni giorno le 3 mila tonnellate di rifiuti della Capitale. Ma nel bussolotto delle ipotesi non c’è alcuna certezza. La lettera che il sindaco della Capitale Alemanno ha inviato alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha spiazzato tutti. «A Roma non c’è un sito in cui realizzare un nuovo impianto per i rifiuti – è la sintesi della comunicazione – che consenta di chiudere la discarica di Malagrotta».
PIENI POTERI ALLA GOVENATRICE – Dunque ora sarà la Governatrice, che mercoledì 29 dicembre si è appellata al sottosegretario Gianni Letta per chiedere pieni poteri sulla questione rifiuti, a decidere la localizzazione della nuova discarica. Una scelta che però – stando a quel che osservano gli insider dentro la giunta Polverini – sarà rimandata. Prima arriverà la proroga all’attività di Malagrotta, concessa appunto il giorno di San Silvestro e che segue quelle firmate da Marrazzo. Il maleodorante «ottavo colle» capitolino continuerà così a raccogliere l’immondizia romana nonostante alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti numerosi esperti – tra cui i carabinieri del Noe – abbiamo chiarito che l’impianto è esaurito da un pezzo e nonostante l’ordine di chiusura arrivato nel 2007 dalla Ue. E nonostante l’Arpa abbia trovato inquinate le falde del sottosuolo, suscitando le ripetute proteste di chi vive nei pressi.
PROROGA FIRMATA PER CAPODANNO – Che sia questione di ore per la proroga dell’impianto gestito da Manlio Cerroni, il re delle discariche del Lazio, lo dice il presidente della commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli Roberto Carlino. «Non c’è dubbio che l’intenzione di Renata Polverini di protrarre l’utilizzo di Malagrotta, in attesa di trovare siti alternativi, sia adeguata e saggia». La prospettiva della proroga, aggiunge l’Udc regionale, «salvaguarda responsabilmente Roma e il Lazio da una possibile emergenza».
IL PD: DAL CAMPIDOGLIO INCAPACITA’ AMMINISTRATIVA – Intanto è polemica. Chi non risparmia critiche è il centrosinistra. Bersaglio, il sindaco Gianni Alemanno, «colpevole», secondo l’opposizione, «di scaricare sulla Regione gli effetti della sua incapacità amministrativa«. Il più duro è il capogruppo Pd in Regione Esterino Montino: «La sua decisione di non indicare un sito certifica il suo fallimento politico e personale. Non è più il sindaco di Roma, ma solo di Parentopoli. Malagrotta rimarrà aperta altri due-tre anni, con buona pace della legalità».

«L’ALTERNATIVA POTEVA INDICARLA MONTINO» – Alemanno – che parla di «delirio di Montino» – ribatte chiedendosi «come mai il centrosinistra, che ha tutte queste granitiche certezze elencate dall’ex vice di Piero Marrazzo, negli anni in cui governava Roma non è mai riuscito a trovare un’alternativa a Malagrotta dentro il territorio del Comune. A meno che quest’alternativa non sia il sito di Monti dell’Ortaccio, che si trova di fronte a Malagrotta e che è di proprietà dello stesso imprenditore». Il sindaco però tende la mano: «Se comunque Montino e tutti coloro che stanno criticando le nostre scelte hanno proposte alternative a questa situazione le rendano note chiaramente e noi siamo pronti a prenderle in considerazione».

Fonte: repubblica.it

Un piano di smaltimento per Napoli Palazzo Chigi: pulita entro Capodanno

Napoli pulita per la notte di San Silvestro e poi, dal 4 gennaio, una nuova discussione con gli enti locali per trovare i fondi che ripianino il passivo di gestione del comparto rifiuti. E’ il risultato più significativo del vertice a Palazzo Chigi tra Letta, comuni, province e regione.
di CONCHITA SANNINO
Napoli pulita entro Capodanno, e poi, dal 4 gennaio, una nuova discussione con gli enti locali per trovare i fondi che ripianino il passivo di gestione del comparto rifiuti. E’ il risultato più significativo del vertice a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni Letta e i rappresentanti di comuni, province e regione.

L’invito di Letta è perentorio. “La notte di San Silvestro tra la spazzatura, a Napoli, non è pensabile. Anche per motivi di sicurezza. Quindi, voi come province campane vi impegnate ad essere ancora un po’ solidali con il capoluogo per i rifiuti e noi come governo ci impegniamo ad affrontare, già il 4 gennaio, i nodi che avete posto più volte sui problemi di indebitamento dei consorzi”. Un’analisi che suona come un aut aut. “Diversamente, ognuno si assumerà le proprie responsabilità”.

Il governatore Stefano Caldoro spiega: “Per la città di Napoli, dove abbiamo ancora un migliaio di tonnellate arretrate, cercheremo di provvedere per i primi dell’anno. Impiegheremo qualche giorno in più per liberare la provincia”. Dove, secondo dati non ufficiali, sono ancora ammucchiate 15mila tonnellate di immondizia. Aggiunge Caldoro: “Le province hanno accettato con minore resistenza anche perché, grazie alle intese raggiunte con sei regioni, la disponibilità di Avellino, Benevento e Caserta sarà comunque inferiore a quella concessa nelle scorse settimane”. Da stamane infatti partono le 500 tonnellate dirette in Puglia e altre mille tonnellate complessive spalmate nei carichi destinati verso Toscana, Emilia Romagna, Molise, Marche e Lazio. La crisi, però, resta in agguato come prima. Ed è a questo timore che risponde in serata, l’intervento a sorpresa del premier Silvio Berlusconi, nel corso di una telefonata con Napoli. “Scenderò in campo ancora io con un’attività personale per risolvere il problema in pochi mesi”, promette.

Eppure l’esito del vertice a Palazzo Chigi – oltre a Letta erano presenti la Protezione civile, i cinque prefetti campani, i rapprentanti delle Province ed il sindaco Iervolino, tutti gli enti locali coinvolti nel gigantesco dramma dell’immondizia – ha deluso le attese di soluzioni più strutturali. “Si tratta di una beffa”, protestano gli ecologisti. Mentre i vertici campani dell’associazione ambientalista giudicano “un’autentica, ennesima ecoballa la nuova promessa di Berlusconi. Ma ormai occorrono responsabilità e concretezza per Napoli, non è più tempo di barzellette”.

Quello siglato a Roma resta però un patto informale. Tra il governo e gli enti locali campani. In sostanza, in cambio della risicata accoglienza dei rifiuti campani, il governo avrebbe approvato la cosiddetta “mozione Cirielli”, dal nome del presidente della provincia di Salerno. I Comuni – ha sostenuto lo stesso governatore Caldoro, su pressing dell’amministratore salernitano – “per effetto della crisi infinita che comporta straordinari e viaggi oltre ogni tetto, hanno accumulato debiti su debiti nei confronti di società di igiene e dei consorzi un po’ in tutta la regione. Il rischio grave è di trovarci, tra qualche settimana, di fronte all’impossibilità di pagare gli stipendi per tutti i lavoratori della raccolta e del trattamento dei rifiuti”.

La richiesta è dunque quella di attribuire fondi alle province per risanare i debiti che pesano sugli stipendi dei lavoratori. Assicurazione fornita, così che Caldoro e Letta, uscendo dal vertice, possono promettere: “C’è l’impegno a ripulire Napoli entro Capodanno”. Un altro tema spinoso lo ha posto, autocriticamente, il sindaco Iervolino. “Bisognerà trovare il coraggio e la lucidità di mettere in discussione il criterio rigido della provincializzazione, sottolinea il primo cittadino di Napoli, aggiungendo: “So bene che è stata una legge varata dalla giunta di centrosinistra, un’idea di Bassolino poi fatta propria anche dalla legge firmata Bertolaso. Ma purtroppo ha creato e sta creando guasti”. Un tema su cui i presidenti delle Province non accettano il dialogo: a loro ovviamente sta bene la rigida ripartizione del ciclo rifiuti per territori.

Intanto il dramma non è risolto. sono 1400 le tonnellate di spazzatura ancora accumulate lungo le strade del capoluogo, nonostante il contributo dei militari dell’esercito, che ieri sono intervenuti nell’area flegrea, in prossimità del lago Lucrino e nel comune di Quarto. Intanto si approssima il Capodanno e per prevenire il rischio di roghi provocati dai botti vigili del fuoco e uomini del Corpo forestale dovranno innaffiare i cumuli di immondizia.

Fonte: repubblica.it

L’Ottavo Colle di A. Gaeta

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