di Valerio Ceva Grimaldi

INCIDENTE. Ieri è scattato l’allarme al Petrolchimico: una fuoriuscita di gas, proveniente dalla raffineria Ies, costringe all’evacuazione l’impianto adiacente della Bellely energy. Momenti di terrore tra i 250 operai.
Momenti di terrore ieri al petrolchimico di Mantova: intorno alle 15.30 un incidente nello stabilimento della multinazionale petrolifera Ies ha provocato una fuoriuscita di anidride solforosa, un potente irritante. Alcuni operai al lavoro negli stabilimenti dell’adiacente Belleli energy Cpa, che produce grandi componentistiche per impianti di energia, hanno accusato nausea e vomito. Il bilancio finale, per fortuna, non è grave: una persona ricoverata in ospedale in codice verde. Fonti interne alla Belleli raccontano così l’accaduto: «Mentre eravamo al lavoro all’improvviso abbiamo sentito una forte puzza, e siamo scappati da tutte le parti. Anche portando la mano alla bocca non riuscivamo a respirare. Abbiamo seguito le procedure di legge previste in caso di evacuazione, e ci siamo rifugiati nel punto di raccolta. Ma anche lì la puzza era insopportabile, e qualcuno ha accusato mal di testa e nausea».

Al momento, al lavoro erano in 250. «Immediatamente abbiamo chiamato le autorità preposte, e sono arrivate forze dell’ordine e ambulanze». «La nube», prosegue la testimonianza, «proveniva dalla vicina raffineria Ies: pare che si sia rotto un coperchio di un serbatoio a causa di un’infiltrazione d’acqua». L’ipotesi che si sia trattato di un’intossicazione da anidride solforosa è stata avanzata dai vigili del fuoco di Mantova, i cui esperti del Nucleo nucleare biologico chimico radiologico (Nbcr) hanno condotto tutti gli accertamenti del caso ed eseguito le analisi dell’aria. Secondo gli uomini del 115, non ci sarebbero stati né un’esplosione né un incendio. I tecnici dell’Arpa, in appena due ore, hanno dichiarato chiusa l’emergenza, sebbene dall’Asl locale facciano sapere che «occorrerebbe verificare la presenza di idrogeno solforato, una sostanza che spesso si libera in caso di reazioni chimiche di questo tipo e che è molto pericolosa: impedisce la respirazione cellulare».

Lo stabilimento Ies, nel corso della sua storia, è stato segnato da incidenti (quali, ad esempio, un incendio e un black out elettrico), «sintomo di un’inadeguatezza della struttura generale della raffineria, dove però continuano a potenziare gli impianti», denunciano dall’Asl. Raggiunto al telefono, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giampaolo Benedini conferma: «In un serbatoio di bitume a 170 gradi è entrata dell’acqua e si è verificata una fuga di gas di zolfo. C’è stata, quindi, una reazione chimica che ha causato alcuni intossicati».

La vicenda dei rischi ambientali legata alla presenza del grande petrolchimico, posto in linea d’aria a poche centinaia di metri dalla città, fu denunciata dalle colonne di Terra il 12 ottobre scorso. In quell’occasione raccogliemmo la denuncia di Gaspare Gasparini, uno degli animatori dell’Associazione Uniti Per Ambiente e Sviluppo, che denunciò i pericoli di uno dei petrolchimici più grandi d’Italia, nel cui sottosuolo, peraltro, continua a “muoversi” un enorme e venefico lago di surnatante, un composto di oli, benzine, petrolio. Benedini, sollecitato da Terra, ha definito senza peli sulla lingua lo stabilimento Ies «obsoleto». La società, peraltro, «è stata multata perché non ha adempiuto ad alcune prescrizioni». Certo, l’azienda si opporrà. Ma la paura eccome se rimarrà.

Fonte: terranews

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