di Francesca Milano

È in vigore da sabato il decreto legge numero 196 sui rifiuti campani, approdato in Gazzetta Ufficiale dopo le ultime modifiche introdotte in base alle indicazioni del Quirinale.
Nel testo definitivo è scomparso il comma che prolungava fino al 31 dicembre 2011 la gestione comunale delle attività di raccolta, di spazzamento e di trasporto dei rifiuti della raccolta differenziata. Il termine, quindi, torna a essere fissato per il 31 dicembre 2010.
La più importante novità, però, riguarda la possibilità di smaltire i rifiuti prodotti in Campania anche in impianti situati in altre regioni: questa opzione sarà possibile solo fino alla completa realizzazione degli impianti necessari e solo nel caso in cui si verifichi la non autosufficienza del sistema di gestione dei rifiuti urbani. In questo caso il governo promuoverà – nell’ambito di una seduta della conferenza stato-regioni convocata in via d’urgenza – «un accordo interregionale volto allo smaltimento dei rifiuti campani in altre regioni». Nel decreto si specifica che questa misura «non dovrà comportare nuovi o maggiori oneri a carico dello stato». Su questo argomento si è espresso ieri anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale ha sottolineato che la questione delle immondizie «colpisce l’Italia intera, e ha senso il nostro contributo – ha detto riferendosi alla sua regione, il Veneto – nel momento in cui, come oggi è, si inserisce dentro un percorso sostenibile, che renda sostenibili le soluzioni nel territorio».
La terza – e definitiva – stesura del Dl ha confermato l’eliminazione dall’elenco delle discariche campane (previsto dall’articolo 9 della legge numero 123/2008) degli impianti di Andreatta (in provincia di Avellino), di Cava Vitiello (a Terzigno, comune in cui è attiva la discarica Sari e dove si sono verificati duri scontri nelle scorse settimane) e di Serre (nella Valle della Masseria, in provincia di Salerno).
Scompare dal testo anche lo scioglimento dei comuni che non raggiungono i livelli minimi di raccolta differenziata fissati dal decreto legge numero 90/2008 (il 50% entro il 31 dicembre 2010): il decreto numero 196 prevede, invece, la possibilità da parte del prefetto di diffidare il comune inadempiente a mettersi in regola entro sei mesi, al termine dei quali il prefetto dovrà nominare un commissario ad acta.

Confermate, invece, le risorse stanziate: 150 milioni provenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (per la quota spettante alla Campania nel periodo 2007-2013), a cui si aggiungono 282 milioni a carico dei fondi Fas (141 di competenza statale e 141 di competenza regionale sui fondi Cipe).
Nel Dl vengono confermati gli ammortizzatori sociali in deroga fino al 31 dicembre 2011 per il personale in esubero dei consorzi.

Fonte: sole 24 ore

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