di Gianluca Feo

Le ruspe appena tornate da Haiti, ancora con i simboli delle Nazioni Unite, sono entrate in funzione per eliminare la spazzatura nell’hinterland di Napoli. I bersaglieri hanno “occupato” anche Castellamare di Stabia

Caschi blu dell’Onu contro l’immondizia? I mezzi delle Nazioni Unite all’assalto della montagna puzzolente che soffoca Napoli? Sì, non è uno scherzo. Contro la crisi dei rifiuti, il governo Berlusconi schiera l’arma finale, ossia la solita: manda i soldati a raccogliere i sacchetti. Da lunedì mattina l’esercito è tornato a farsi carico della pulizia, garantendo così all’esecutivo un po’ di respiro in vista di un eventuale campagna elettorale. E i militari hanno usato le ruspe appena rientrate dalla spedizione ad Haiti, che riportavano ancora i vistosi simboli delle Nazioni Unite utilizzati durante i soccorsi ai terremotati dei Caraibi. In questa maniera si sono fatti largo nella montagna di immondizia che soffoca Napoli e l’hinterland. Per ora l’impiego è stato limitato a due soli comuni. A Quarto il Genio guastatori ha attaccato un muro vero e proprio lungo duecento metri e alto cinque, una barriera di rifiuti che isolava una scuola elementare e una stazione delle Circumvesuviana, frequentata ogni giorno da migliaia di pendolari. Nel piccolo comune ci sono in tutto 700 tonnellate da rimuovere, che otto camion della Brigata Garibaldi provvederanno a smaltire in pochi giorni.

Bersaglieri e genieri in azione anche a Castellamare di Stabia, con due squadre e cinque pale meccaniche mandate di rinforzo agli spazzini locali, impotenti di fronte al dilagare della marea di munnezza.

Singolare la scelta di Castellamare per dare il via all’operazione pulizia: il sindaco è Luigi Bobbio, ex presidente della Provincia in quota An e attualmente capo di gabinetto del ministro Giorgia Meloni, che ha ottenuto di portare 150 tonnellate nello Stir di Giugliano. Ma in fondo Quarto è amministrato da una giunta di centrosinistra, guidata da un ex del Movimento studentesco, in modo da rendere l’attività bipartisan. In entrambe le città, l’intervento dei soldati è stato accolto con gioia dalla popolazione, che da oltre una settimana conviveva con l’immondizia.

Nessun commento da parte dei militari coinvolti, che appartengono a un’unità specializzata intervenuta spesso in situazioni di crisi internazionale, come appunto i soccorsi ad Haiti, ma che hanno ricevuto un addestramento specifico per le missioni come Iraq e Afghanistan. In genere sono tutti felici di aiutare la cittadinanza, anche se l’utilizzo di un esercito professionale per pulire la spazzatura e fare da supplenti per i deficit di altre amministrazioni – a Milano furono mandati a spazzare la neve – comincia a generare molta perplessità nei reparti chiamati a svolgere queste corvè con pala e ramazza.

Fonte: l’espresso

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