Associazioni, comitati civici, ambientalisti, semplici cittadini: la società civile scende in piazza contro lo scandalo dei rifiuti e lancia le sue proposte. Oggi marce, presidi, sit-in, in diversi quartieri della città. Una delle manifestazioni convergerà in piazza Plebiscito dove resterà un presidio permanente. Intanto scatta domani la missione Natale pulito con le tonnellate di rifiuti che viaggeranno verso le province di Caserta, Avellino e Benevento. Ma l’Asìa frena l´ottimismo: «Mancano le discariche». Allarme degli operatori turistici
di ROBERTO FUCILLO

DA ieri il numero magico è 250. Sono le tonnellate al giorno che le province di Caserta, Avellino e Benevento hanno accettato da Napoli. Una schiarita che dovrebbe consentire di guadagnare un Natale senza spazzatura per le strade. Con tre controindicazioni. Primo: l´esperimento era stato già attuato un paio di settimane fa, per convincere le Province a ripeterlo si è dovuto scomodare Berlusconi. Secondo: l´impegno vale solo per dodici giorni. Terzo: si tratta di una partita di giro, in realtà è Serre a farsi carico del quantitativo, riaprendo la sua Macchia Soprana e sversando lì un suo quantitativo di 250 tonnellate che così viene sottratto alle altre tre Province.

Considerato che la raccolta, nella sola Napoli, rimane indietro di circa 600 tonnellate al giorno, e che ieri a terra c´erano ancora circa 3000 tonnellate in città e 9000 in tutta la provincia, anche questo espediente sarebbe insufficiente se non fosse per la disponibilità offerta di Nichi Vendola in Puglia ad accettare circa 50 mila tonnellate, quelle che ancora ostruiscono le vasche degli Stir e impediscono il normale conferimento del raccolto fresco in quegli impianti. Non a caso Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, ha ringraziato esplicitamente il collega pugliese. Le altre Regioni andranno domani al vertice col ministro Raffaele Fitto, che può però già dire: «Non sarà chiesto un sacrificio particolare a nessuna».

La grande operazione partirà da domani: c´è ancora da organizzare la trasferta in Puglia, come pure i flussi fra le tre province campane. Ma intanto l´assessore comunale Paolo Giacomelli vede la luce: «Credo che in 14 giorni, forse anche meno, potremo portare la giacenza di rifiuti a zero. E le decisioni dovrebbero consentire al sistema di reggere anche dopo il 15 dicembre, quando terminerà il conferimento alle altre province». Nella metà ottimistica della lavagna c´è anche un incontro convocato in settimana a Roma al ministero dell´Ambiente per promuovere il miglioramento della differenziata e sfuggire al diktat del decreto pubblicato ieri: diffida del prefetto a raggiungere gli obiettivi entro sei mesi e poi eventualmente automatica nomina del commissario ad acta. C´è poi l´ondata di solidarietà dei Comuni che inviano autocompattatori: 7 da Milano, 10 da Roma, 6 da Firenze, 30 in tutto con le altre città che hanno aderito. Conclusione: anche Berlusconi accelera, «a Napoli ho detto che in due settimane ripulirò la città, ora credo che ce la faremo in molto meno tempo».

Se il Natale comincia a delinearsi tranquillo, meno rosee le previsioni a più lunga scadenza. Il dubbio lo instilla il presidente dell´Asìa Claudio Cicatiello: «Il governo, cancellando tre discariche, ha eliminato 6 milioni di metri cubi di disponibilità. Per quanti sforzi si possano fare, c´è questo deficit da recuperare». Concorda l´ex governatore Antonio Bassolino: «Spero di sbagliare, ma solo con queste misure il problema non si risolve. La decisione di non aprire nuove discariche è sbagliata ed imprudente». Quelle attualmente in funzione sono sei. Le previsioni più nere le vedono esaurite entro un anno. Quelle più rosee, di Berlusconi, entro due. Troppo presto comunque per l´entrata in funzione dei nuovi termovalorizzatori, prima o poi altri invasi serviranno.
Nel frattempo anche l´immediato si scontra con altri problemi. Lo stesso Giacomelli annuncia che non partirà domani l´iniziativa della raccolta differenziata in 20 piazze. Ieri sono stati multati 109 commercianti per inadempienza alle nuove norme che riguardano il trattamento di carta, cartoni e imballaggi, l´obbligo di usare bottiglie di vetro, e quello di predisporre contenitori per la differenziata. E sotto il Vesuvio i municipi di Terzigno e Boscoreale sono ancora occupati dai manifestanti dei comitati che chiedono la chiusura di Cava Sari.

Fonte: repubblica.it

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