Per ora la solidarietà delle altre regioni nei confronti di Napoli invasa dalla spazzatura arriva sotto forma di autocompattatori. E non arriva dalle regioni ma dalle città. Sette automezzi li ha messi a disposizione Milano, dieci Roma, due Torino, due Bari. Qualcuno ha raggiunto Napoli ieri, altri sono in viaggio ma già domani potrebbero essere tutti operativi e a disposizione degli autisti di Asia (l’azienda che cura l’igiene urbana) per i turni di raccolta straordinari. Turni ai quali non è escluso che presto possano partecipare anche i militari. Il ministro della Difesa La Russa si è detto infatti disponibile a mettere a disposizione l’esercito «se sarà necessario». Il problema quindi non dovrebbe essere la raccolta ma i pochi passi in avanti fatti sul fronte dello sversamento. L’accordo con le altre province della Campania prevede che da Napoli saranno portate 250 tonnellate al giorno nelle discariche di Avellino e Caserta, città che in cambio potranno utilizzare il termovalorizzatore di Acerra. Se non ci saranno intoppi, secondo i tecnici entro la metà di dicembre dovrebbe essere smaltita tutta la spazzatura che si è finora accumulata per le strade di Napoli, almeno tremila tonnellate fino a ieri. E oggi se ne aggiungeranno altre. Berlusconi venerdì ha parlato di due settimane per risolvere la situazione, e ieri si è spinto oltre, annunciando che «ce la faremo anche in meno», perché «a Napoli è stata trovata una soluzione sia per l’immediato che per il dopo». Non è la prima volta che il premier assicura di aver risolto il problema e bisogna quindi vedere cosa accadrà nelle prossime settimane, e soprattutto nei mesi successivi, per capire se la soluzione sia reale o meno. Nel frattempo a Napoli scattano le multe per i commercianti che non rispettano l’obbligo di differenziare i rifiuti (già ne sono state elevate oltre cento), e l’assessore comunale all’Igiene Paolo Giacomelli fa sapere di essere ottimista circa il superamento della crisi. Ma spiega anche che non si potrà cominciare domani — né è in grado di fissare un’altra data certa — a raccogliere in venti piazze cittadine la spazzatura differenziata tra umido e secco, in modo da poter trattare la frazione umida e portarla poi in Puglia, che ha già dato la propria disponibilità chiedendo però che non arrivi il «tal quale» (l’immondizia così come viene raccolta). Non è ottimista invece Antonio Bassolino, finora piuttosto silenzioso sull’attuale situazione napoletana. Per intervenire ha scelto il sito della Fondazione Sudd (www.fondazionesudd.it) dove scrive: «Pensavamo di andare a protestare a Parigi, ma dopo la risposta di Carla Bruni sospendo tutto». Lo ha detto la mamma di Daniele Franceschi, il giovane morto nel carcere di Grasse in circostanze misteriose. La donna, Cira Antignano ( a sinistra e a fianco la Bruni), aveva scritto alla première dame, venerdì Carlà ha risposto, promettendo attenzione. «Adesso però — ha aggiunto la donna — ci dia una mano per arrivare alla verità». «La decisione di non aprire nuove discariche, come ha dichiarato il presidente Berlusconi, è sbagliata ed imprudente. È indispensabile in questa fase avere più determinazione. Mi auguro che il governo ci ripensi e che assieme alla Regione e alle istituzioni locali vengano individuate le nuove discariche capaci di sostituire quelle chiuse con il recente decreto legge». Ma la strada intrapresa dal governo è quella di convincere le altre regioni ad accogliere la spazzatura di Napoli, e il compito è affidato al ministro Raffaele Fitto nell’incontro con i governatori fissato per domani. La presidente del Lazio Renata Polverini ha già detto la sua: «Disponibili ma soltanto se lo faranno tutti».

Fonte: corriere della sera

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