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Claudio Meloni

Mese

dicembre 2009

San Francisco Chiama Parma (e anche Roma)

E’ arrivata ufficialmente la lettera del Comune di San Francisco al Sindaco di Parma, con tanto di LOGO della
città e , ovviamente su carta riciclata al 100%.
http://www.gestionecorrettarifiuti.it

La lettera è inviata idealmente a tutti i comuni italiani.
Spero che la legga anche la mia Sindaco. Genova e San Francisco hanno una popolazione molto simile, una simile orografia complessa e il fatto che il centro di riciclaggio degli scarti raccolti con sistema Porta a Porta su tutta la città sia stato realizzato nell’area portuale di San Francisco, anche per essere rapidamente imbarcati per la Cina, mi sembra una buona idea anche per la nostra Genova.
Anche il porto di Genova deve trovare spazi per riciclare tutti i materiali post consumo che scaricano i traghetti e le navi da crociera e anche nel porto di Genova arrivano navi cinesi che sarebbero ben contente di ritornare a casa con le stive piene di plastica e carta post consumo.

Ecco la traduzione italiana:

Caro Sindaco Vignale
sono rammaricato nell’apprendere che Parma stia considerando di trattare i propri rifiuti solidi urbani
mediante un inceneritore.
Gestisco programmi ambientali per una grande città, geograficamente costretta, e voglio portare alla Sua attenzione
il nostro successo: noi ricicliamo e compostiamo il 72% del nostro flusso di rifiuti.

Trasformiamo i residui di cibo e gli sfalci del verde in fertilizzante organico, molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali. Questo fertilizzante arricchisce il nostro terreno, ci fa risparmiare nell’utilizzo dell’acqua, riduce l’uso di pesticidi
e fertilizzanti sintetici e allo stesso tempo riduce le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Parma è il centro dell’Emilia Romagna, la patria di alcuni dei più famosi e squisiti cibi e vini del mondo. Se voi produceste fertilizzanti dagli scarti di cibo invece che bruciarli, sono sicuro che trovereste un mercato pronto fra le fattorie
e le vigne della vostra zona. Consideri la Sua decisione di fare compost e di arricchire la Sua regione come un contributo
a questa copiosa eredità dell’Emilia Romagna ed un passo in avanti nella salvaguardia del nostro pianeta.

Trent’ anni fa, San Francisco ha dovuto fronteggiare un’emergenza rifiuti e prese seriamente in considerazione
la costruzione di un inceneritore. Fortunatamente la nostra popolazione ha mostrato una grande lungimiranza
e si è sollevata per respingere questo progetto.
Ancora oggi San Francisco continua ad avere una esplicita politica di opposizione all’inceneritore.
Non abbiamo compiuto questo passo con leggerezza, né Le offriamo i nostri consigli senza offrirLe anche il nostro aiuto
e sostegno. Le diamo il benvenuto e La invitiamo a visitare San Francisco e ci organizzeremo per mostrarLe
il nostro programma di lavoro nel riciclo e nel compostaggio, così come Le mostreremo come recuperiamo
più del 72% del nostro flusso di rifiuti municipali per scopo benefico.

Infine, La esorto ad unirsi alle 100 città che nel 2005, in occasione della Giornata Mondiale per l’ Ambiente
delle Nazioni Unite, hanno sottoscritto qui a San Francisco l’Accordo Ambientale Urbano.

Con grande stima,
Jared Blumenfeld
Direttore Dipartimento Ambiente
San Francisco

Isde, inceneritori: dati truccati

L’Associazione internazionale Medici per l’Ambiente denuncia manipolazioni sugli studi.
Per dimostrare che sono innocui modificano i risultati scientifici.

«Con questo comunicato intendiamo non
solo ricordare il ventennale della nascita del-
l’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le
finalità con la divulgazione di una notizia che
riteniamo di cruciale importanza. Possiamo af-
fermare che sono stati modificati i risultati di
studi scientifici per attestare innocuità degli
inceneritori e supportare la scelta dell’incene-
rimento dei rifiuti in documenti ad uso delle
Amministrazioni!
«L’articolo è comparso sui Quaderni di Inge-
gneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanita-
rio” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente
è stato ripreso in un documento ufficiale della
“Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Ri-
fiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia
dai rifiuti – Parte II”. L’autore cita il lavoro di El-
liott P. […] nel seguente modo: “La conclusione
degli Autori è che non è stata trovata alcuna
evidenza di diversità di incidenza e mortalità
per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in
particolare nessun declino con la distanza dal-
l’inceneritore per tutti i tumori…”. Nel lavoro
originale Elliott ha scritto: “Observed-expec-
ted ratios were tested for decline in risk with
distance up to 7.5 km… Over the two stages of
the study was a statistically significant
(P<0.05)”. (Cioé: diminuisce il rischio di
cancro mano a mano che ci si allontana dal-
l'impianto nel raggio dei 7,5 km che lui ha esaminato, ndr).
«Nello stesso articolo, il medesimo cita altri
due studi […], fornendo un’interpretazione di-
versa da quanto riportato dagli Autori, modifi-
cando o citando parzialmente i risultati emer-
si, sempre al fine di supportare le proprie tesi
circa l’assoluta innocuità della pratica di ince-
nerimento dei rifiuti.
«Una segnalazione di quanto sopra, sotto-
scritta da numerosi medici e ricercatori italia-
ni e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpom-
me (massimo oncologo francese, ndr) e Paul
Connet è stata oggi inviata al British Medical
Journal, ove era stato pubblicato l’articolo ori-
ginale di P. Elliott.
«L’International Society Doctors for Envi-
ronment (ISDE) Italia stigmatizza e censura
come assolutamente riprovevole il fatto che si
stravolgano i risultati provenienti dalla lettera-
tura scientifica e si forniscano ai decisori poli-
tici ed alle popolazioni informazioni erronea-
mente rassicuranti in spregio a valori che do-
vrebbero essere a fondamento dell’opera di
ogni Medico, quali l’autonomia e la correttez-
za. L’International Society Doctors for Envi-
ronment, coerentemente con l’insegnamento
del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis,
fa appello affinché il mondo dell’Informazione
e della Scienza non sia succube di interessi
che nulla hanno a che fare con la difesa della
Salute. «Già in passato l’utilizzo artefatto o
strumentale dei risultati di alcuni studi scienti-
fici ha costituito l’alibi per non adottare misu-
re di protezione della Salute Pubblica, deter-
minando di fatto esposizioni indebite di lavo-
ratori e cittadini ad agenti tossici che hanno
causato gravi sofferenze per mortalità e malat-
tie che si sarebbero potute evitare».
da Il caffe

Annullata la delibera che vieta in tutta la regione «l’utilizzo dell’olio combustibile per gli impianti di riscaldamento civile» Smog, la sentenza del Tar crea un caso in Lombardia

Lucia Venturi
Il Tar della Lombardia ha annullato la delibera che vieta in tutta la regione «l’utilizzo dell’olio combustibile per gli impianti di riscaldamento civile». Una delibera che dopo ricorsi e contro ricorsi era entrata in vigore nel 2004 nelle aree critiche e dal 2006 in tutta la Lombardia e che vieta l’uso dell’olio combustibile, che determina un grosso contributo alle concentrazioni di polveri in atmosfera. Un divieto che da oggi stesso decade per l’annullamento della delibera operato dal Tar e che dà ragione alla società Iplom, che produce gasolio e bitumi, la quale aveva presentato ricorso.
Il motivo addotto dalla sentenza di annullamento sta nel non aver comunicato alla Commissione europea la delibera, come previsto. «Ogni progetto di regola tecnica – si legge nel la sentenza – deve essere preventivamente notificato alla Commissione, anche quando lo scopo» è «di provvedere alla tutela della sa lute pubblica, dei consumato ri o dell’ambiente».
Quindi per un cavillo la delibera è annullata, e adesso «Lo Stato Italiano – scrivono i giudici – dovrà portare a conoscenza della Commissione Europea la re gola tecnica di cui è causa, af­finché la Commissione possa esprimere il proprio orienta mento » Dopo di che – se la Commissione non avrà obiezioni – potrà essere nuovamente operativa.
«Interroghiamoci su qual è il diritto prevalente – ci ha detto Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – se deve prevalere un formalismo o la salute dei cittadini. Se c’è stata una mancanza amministrativa è giusto che si sanzioni, ma non credo sino al punto di annullare una delibera che, se non risolutiva per i problemi dell’inquinamento, dava comunque un contributo a combatterlo».
«C’è poi un valore simbolico da mettere in evidenza- continua Di Simine- proprio in questi giorni in cui faticosamente a Copenhagen si cerca di dare operatività a dichiarazioni di principio».
Ovvero?
«Ovvero che le resistenze operate da gruppi di interesse economico, come in questo caso i petrolieri, possano frenare i difficili percorsi da mettere in atto per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini».
Ma non è questa sentenza del Tar il solo provvedimento giudiziario che entra nel merito della politica antismog della regione Lombardia; solo pochi giorni fa, infatti, il Tribunale di Milano ha inviato un avviso di garanzia al governatore Roberto Formigoni, al sindaco di Milano Letizia Moratti e al presidente della provincia Guido Pode stà, per una indagine in corso sugli interventi amministrativi tesi a limitare la concentrazione delle polveri sottili, nata dopo due esposti del Codacons. A Formigoni, Moratti e Podestà è contestato il «getto pericolo so di cose», per non essere intervenuti appunto in maniera concreta nella riduzione delle polveri sottili.
«Ci siamo dissociati dal Codacons, rispetto a quel ricorso- ha detto il presidente della Legambiente Lombardia – non perché siamo convinti assertori della validità del piano antismog delle amministrazioni lombarde, ma perché non crediamo che vi possa essere una via legislativa alla soluzione dei problemi d’inquinamento dell’aria. Tra l’altro il Codacons aveva fatto ricorso anche contro l’ecopass. La via potrà essere solo politica, deve passare cioè da un consenso e dalla realizzazione di politiche della mobilità, alternative alle attuali che continuano invece a prediligere le strade e la mobilità privata a quella collettiva».

Nucleare. Il governo tenta di emarginare le Regioni

di Alfiero Grandi

ROMA – Il Comitato SI alle energie rinnovabili NO al nucleare ha incontrato, con Green Peace e Lega Ambiente, le Regioni che hanno impugnato la legge 99/2009 che punta a reintrodurre il nucleare in Italia per di più in spregio all’esito del referendum del 1987. Contatti precedenti hanno contribuito alla scelta fatta dalla grande maggioranza delle Regioni di ricorrere alla Corte Costituzionale contro una legge che assegna al Governo il ruolo di decisore unico su materie fondamentali come la localizzazione degli impianti nucleari, la loro sicurezza, la tutela della salute delle persone e dell’ambiente.

Questa legge, voluta dal Governo e imposta al parlamento con la solita fiducia, rivela una preoccupante concezione autoritaria perché non solo cerca di mettere le Regioni di fronte al fatto compiuto in spregio ai poteri loro garantiti dalla Costituzione, ma taglia fuori Comuni e Province e soprattutto rifiuta ai cittadini il diritto di decidere su scelte che riguarderanno la loro salute e la loro vita.

Il Governo vorrebbe decidere comunque, anche in presenza di opinioni contrarie delle Regioni e degli Enti locali, imponendo una vera e propria militarizzazione dei siti e di conseguenza sottraendo ai cittadini informazioni e possibilità di controllo. Perfino il ricorso giudice viene limitato al solo Tar del Lazio, anche per siti localizzati in altre regioni. Questo ad esempio non avrebbe permesso la sentenza di garanzia emessa dal Tar del Piemonte sulle scorie di Trino vercellese.
L’incontro svoltosi al Senato – presenti il Presidente dell’Emilia Romagna Errani, l’Assessore del Lazio Zaratti, il vice Presidente della Basilicata Santochirico – ha consentito al Comitato e delle Associazioni presenti di esprimere pieno sostegno all’iniziativa delle Regioni.

Il Governo sta cercando di mettere la sordina alle decisioni riguardanti i siti e ha procrastinato le decisioni per l’Agenzia per la sicurezza che nasce già inconsistente.
Lo stesso Governo ha ammesso che risolvere il problema delle scorie radioattive già esistenti in Italia (55.000 metri cubi di materiale radioattivo eredità della precedente “avventura” nucleare) è preliminare ad ogni ulteriore decisione.
Il Governo ha già provato a rifilare le scorie alla Basilicata ma ha dovuto fare marcia indietro di fronte alla rivolta popolare.
Il Governo teme analoghe reazioni e quindi sta facendo uscire i nomi dei possibili siti usando il fondamentalismo dell’Enel, che ha un ruolo di punta nella lobby nuclearista in Italia, salvo smentire subito dopo.
Bonelli ha fatto bene a rivelare il piano dei siti elaborato dall’Enel, che banalmente ripercorre quello di molti decenni fa, ignorando la nuova carta sismica dell’Italia e l’attuale concentrazione della popolazione che rendono impossibile rispettare criteri anche minimi di sicurezza per la popolazione. Questo sporco giochetto di dire e smentire fa il paio con il tentativo di aspettare la fine delle elezioni regionali per far conoscere la verità.

I ricorsi delle Regioni sono un importante tassello di verità ma occorre che anche la campagna elettorale per le Regioni si esprima sulla scelta del nucleare. Quello che il Governo tace dobbiamo dirlo noi. Il nucleare assorbirà inevitabilmente tutte le risorse pubbliche e private disponibili in Italia per decenni, mentre la scelta delle fonti rinnovabili (sole, vento, acqua, terra) metterebbe l’Italia in condizione di rispettare gli obiettivi europei del 20/20/20 e creerebbe sviluppo e posti di lavoro qualificati almeno 20 volte di più che il nucleare.
Non è vero che l’energia costerebbe meno, non è vero che l’Italia sarebbe meno dipendente perché dovremmo importare oltre l’uranio anche la tecnologia.
Tre Agenzie per la sicurezza, compresa quella francese, hanno messo in discussione l’informatica per la sicurezza delle tipologie nucleari che si vorrebbero costruire in Italia, tanto meno che si sa come smaltire le scorie, problema irrisolto nel mondo, quindi la sicurezza non è garantita.
Oltre al pieno sostegno ai ricorsi delle Regioni occorre che ci sia in campagna elettorale un chiaro confronto tra le diverse posizioni e noi saremo con tutti quelli che sono contro la reintroduzione del nucleare in Italia.

http://www.dazebao.org

Rifiuti Campania, in arrivo nuove tasse per debiti dei Comuni e società provinciali

Oltre un miliardo di euro il «buco» dei vari Commissariati
Difficile gestione dei dipendenti dei consorzi: 500 persone a rischio.
NAPOLI (18 dicembre) – La gestione straordinaria dei rifiuti è finita, il decreto è stato licenziato dal Consiglio dei ministri. Si passa alla fase ordinaria con la struttura stralcio guidata dagli uomini di Bertolaso ma ora i nodi vengono al pettine: toccherà infatti ai Comuni il saldo dei debiti accumulati e ciò si tradurrà in una stangata per gli enti locali che saranno costretti ad aumentare le imposte. Le cifre dovute alla struttura di Bertolaso saranno recuperate riducendo i trasferimenti erariali e trattenendo soldi dall’Irpef e dal gettito delle imposte sulle assicurazioni auto.

Nei giorni scorsi c’era stato un forte pressing della Regione Campania per individuare una soluzione soft. Inoltre, molti Comuni hanno accumulato debiti anche nei confronti dei consorzi, una cifra che si aggira sui 150 milioni.

Ancora, c’è il buco dei vari commissariati che si sono succeduti per un ammontare di circa un miliardo: toccherà alla struttura stralcio accertarli e stabilire le priorità dei pagamenti. Infine, il futuro del sottosegretario: Bertolaso resterà alla Protezione civile ancora per un anno.

I punti più delicati di questa fase? Il saldo dei debiti accumulati, sui quali nei giorni scorsi c’è stato il pressing della Regione, e il pagamento del termovalorizzatore di Acerra; il futuro dei dipendenti dei consorzi di bacino; il decollo delle previste società provinciali.

Il capitolo più controverso: il destino dei dipendenti dei consorzi di bacino. I problemi più gravi riguardano i lavoratori di Napoli e Caserta. Innanzitutto bisognerà definire le reali necessità del cosiddetto consorzione. Secondo le prime stime ci sarebbero 260 persone in più a Caserta e 220 a Napoli. Il loro destino sarebbe estremamente incerto: in un primo momento si era parlato di una deroga al patto di stabilità per permetterne l’assunzione da parte degli enti locali. Ma quest’ipotesi è saltata. Sembra invece che ci sia un fondo Inps, trenta milioni in tutto, al quale attingere per gli ammortizzatori sociali e i corsi di riqualificazione. Un’ipotesi sulla quale, però, si continua a lavorare.
Le società provinciali. Per consentirne il decollo è loro assegnata una somma pari a 1,50 euro per ogni cittadino.Subentreranno nei contratti già in corso e gestiranno i nuovi. A loro saranno anche affidati gli impianti che ricadono sul loro territorio con l’eccezione di quelli di selezione e trattamento dei rifiuti di Giugliano e di Tufino che andranno all’Asia. I costi saranno coperti integralmente dalle imposte a carico degli utenti. Se le Province non costituiranno le previste società saranno nominati dei commissari ad acta.

Malagrotta: ennesima proroga

Malagrotta, Ortu (PRC): “L’ennesima proroga di una pantomima fuorilegge”
“Con l’ennesima proroga per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Malagrotta, Parroncini e Alemanno si apprestano a dare l’ennesimo colpo alla credibilità delle istituzioni locali che rappresentano. Comune e Regione ogni anno, di questi tempi, mettono in scena la solita pantomima, concordando sulla necessità di tenere aperta la discarica, già esaurita e fuorilegge, ed ignorando allegramente quello che cittadini e Municipio Roma XVI chiedono instancabilmente: chiusura della discarica e risanamento ambientale dei quartieri limitrofi, raccolta differenziata e trattamento meccanico biologico. Siamo invece alle solite, dovremo ancora sopportare i gravissimi disagi della più grande discarica d’Europa. Chissà con quale faccia verranno a parlarci di rifiuti nella prossima campagna elettorale per le regionali? ” Lo dichiara in un comunicato Massimiliano Ortu, Capogruppo di Rifondazione Comunista e Vice Presidente del Consiglio del Municipio Roma XVI

RIFIUTI: LAZIO; PARRONCINI, IN ARRIVO PROROGA MALAGROTTA
CRO S43 QBXL RIFIUTI: LAZIO; PARRONCINI, IN ARRIVO PROROGA MALAGROTTA (ANSA) – ROMA, 17 DIC – «Entro il 31 dicembre dobbiamo prendere una decisione ma, per come stanno le cose, la proroga di Malagrotta è inevitabile». Lo ha detto l’assessore ai Rifiuti del Lazio Giuseppe Parroncini. «Ad oggi non c’è un sito alternativo, quindi firmeremo la proroga per continuare a conferire a Malagrotta anche nel 2010 – ha spiegato Parroncini – qui ci sono ancora i volumi disponibili e, se non vogliamo lasciare rifiuti per strada, non ci sono alternative». Secondo Parroncini «è essenziale trovare una soluzione alternativa a Malagrotta, ma lo sforzo deve essere di tutti».(ANSA). YJ4-GB 17-DIC-09 15:53 NNN

Presidiata la discarica di Albano – Roncigliano dal coordinamento contro l’inceneritore di Albano

Oggi dopo due anni di trattative il coordinamento contro l’inceneritore di Alabano sta dando vita ad una protesta finalizzata a far luce su una possibile costruzione di un’impianto d’incnerimento dei rifiuti e sulla mala gestione della discarica di Roncigliano. Abbiamo deciso per un giorno di cambiare il normale corso degli eventi bloccando l’accesso in discarica per i compattatori. Il blocco diviene necessario dal momento che la voce pooplare e dei tecnici non è stata ascoltata in precedenza, e dal momento che politici ede imprendotori hanno ignorato la contrarietà degli abitanti dei castelli romani, alla costruzione di questo eco mostro. Le proposte principali da parte del comitato sono;
-Richiesta sospensiva cautelare dell’AIA di 90 giorni, già sottoscritta da tutte le amministrazioni locali e da due assessori regionali ed un deputato nazionale.
Al persidio organizzato dal coordinamento contro l’inceneritore di Albano partecipano da questa notte i compagni di Rifondazione Comunista con il consigliere comunale di Albano, Mario Rapisardi e terra sociale-

Energia: per nucleare italiano stesse zone del 1987

08/12/2009 8.38
MILANO (MF-DJ)–Le nuove centrali italiane potranno sorgere nelle
immediate vicinanze dei siti che ospitano gli impianti chiusi dopo il
referendum del 1987.

E’ quanto risulta a fonti ufficiose dell’Enel riportate in un articolo
di MF, dove si precisa che i siti potrebbero essere quelli di Trino
Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano di Sessa Aurunca e Montalto di
Castro. Del resto i criteri di valutazione dei siti non sono cambiati nel
corso degli anni.

L’Enel ha gia’ costituito con Edf la societa’ Sviluppo Nucleare Italia
e, precisa l’ad Enel Fulvio Conti, nonostante i ritardi, “il governo ha
preso l’indirizzo corretto” e ci sono gli strumenti per pronunciarsi
ufficialmente “tra febbraio e marzo 2010”.
Red/sm
http://www.milanofinanza.it

Finanziaria, nuovo stop per il termovalorizzatore di Acerra

Non passa l’emendamento del Pdl per l’impianto. L’ex senatore Sodano: «Vogliono ricompensare Impregilo»

NAPOLI — La commissio ne bilancio della Camera ha giudicato inammissibile l’emendamento presentato dal Pdl che avrebbe dovuto semplificare la procedura e accelerare il passaggio di con­segne dell’impianto di termo valorizzazione di Acerra da Impregilo ad A2A. «L’emen damento da me presentato», commenta il capogruppo del Pdl in commissione, il depu tato Gioacchino Alfano, «è nato da una esigenza oggetti va: quella di evitare che fos sero eccessivamente prolun gati i tempi del trasferimen to della gestione del termova lorizzatore, nodo che, a quan to mi dicono, impedirebbe di far lavorare l’impianto nel migliore dei modi. Ora, una volta giudicato inammissibi le, l’emendamento non sarà sottoposto al voto dell’aula. Ma tenterò di recuperarlo nel decreto milleproroghe di fine anno. Quindi, scongiure remo ogni rischio per Acer ra ». Dalla struttura del sotto segretario Guido Bertolaso si affrettano a precisare che l’in ceneritore di Acerra già at tualmente lavora a pieno re gime, e che quindi il passag gio di consegne non compor terà miglioramenti sotto il profilo tecnico. Ma vediamo quali sono i passaggi contestati contenu ti nel testo bocciato dalla commissione bilancio: «L’im porto da riconoscersi al sog getto proprietario dell’im pianto », è scritto nel docu mento, «è determinato appli cando al carico termico tota le di progetto dell’impianto il costo di investimento uni tario per megawatt stabilito dallo studio Enea 2007 (…), aumentato del valore degli interventi migliorativi effet tuati sull’impianto depura zione fumi (…); l’importo co sì determinato, rivalutato al momento del pagamento, è a valere sui ricavi per la ven dita di energia elettrica deri vanti dalla convenzione preli minare stipulata con il gesto re dei servizi elettrici GSE spa per la cessione dell’ener gia elettrica prodotta dal ter movalorizzatore di Acerra. Da tale importo sono dedot te le somme comunque anti cipate da parte della struttu ra del sottosegretario di Sta to all’emergenza rifiuti per la costruzione dello stesso…». Dunque, a Impregilo, tito lare del termovalorizzatore, dovrebbe essere accordata una percentuale sui ricavi della vendita di energia elet trica prodotta dall’impianto a compensazione del valore dello stesso; non solo, do vrebbero essere riconosciuti anche i costi sostenuti per i lavori di adeguamento, riva lutati al momento del paga mento. Tommaso Sodano, ex pre sidente comunista della com missione ambiente del Sena to e tra i più pugnaci opposi tori del piano campano del ci clo integrato dei rifiuti, pro testa: «Non è corretto preve dere un rimborso a vantag gio di Impregilo per lavori di adeguamento che la società avrebbe dovuto già realizza re in forza di obblighi con trattuali. Nessuno deve di menticare », aggiunge, «che è proprio a causa di queste inadempienze che è stato de ciso di rescindere il contrat to con la società. Tra l’altro, in commissione bilancio del la Camera si sarebbe portato un documento che fa esplici to riferimento ad una mate ria attualmente oggetto di va lutazione processuale da par te della magistratura. Ora che l’emendamento è stato bocciato sarà recuperato con il decreto milleproroghe: si gnifica che non ci sarà un esborso immediato da parte dello Stato, ma la ricompen sa ad Impregilo avverrà nel futuro, diventando una enor me cambiale da far pesare su tutti i cittadini».

Angelo Agrippa
08 dicembre 2009
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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