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L’inceneritore brucia anche Cdr Arrivati i primi camion
I primi camion sono arrivati da Prato, Aprilia e Mantova
Grosseto, 16 dicembre 2010 – I primi camion carichi di Cdr sono arrivati all’impianto. E a partire da oggi l’inceneritore di Scarlino Energia comincerà ad alimentare i forni con il combustibile da rifiuti, non più con le sole biomasse. Piccole quantità, almeno per ora: il Cdr proviene da Prato, Aprilia e Mantova, e in questa prima fase sarà bruciato assieme alle biomasse. La società del Casone non ha perso tempo, ottenuto l’ultimo via libera dalla Provincia. E’ tutto pronto per partire. Ieri hanno fatto visita all’impianto anche i tecnici Asl e Arpat e sono già in funzione anche le centraline mobili per il rilevamento della qualità dell’aria, montate su due pullmini parcheggiati a Cassarello e Scarlino Scalo. Presto in funzione anche i monitor per rendere pubblici i risultati dei campionamenti, allestiti nei palazzi municipali di Follonica e Scarlino e nelle sedi Auser di Scalo e Puntone, in attesa dell’Agenzia provinciale di monitoraggio. Ma ora si aprono i giochi per inserire l’inceneritore nel piano interprovinciale dei rifiuti, assieme al nuovo impianto delle Strillaie.
Possibilità che trova concorde il sindaco di Scarlino. ”Bene ha fatto la Provincia ad adottare ogni cautela possibile prima di rilasciare le autorizzazioni — dice Maurizio Bizzarri — perché la tutela della salute e dell’ambiente vengono prima dei posti di lavoro. L’impianto nel piano interprovinciale dei rifiuti? Dal primo gennaio il maxi-Ato Siena-Arezzo-Grosseto sarà guidato da un commissario. Sarebbe opportuno inserire l’inceneritore nel piano, insieme all’impianto delle Strillaie che partirà a primavera”. Anche Legacoop Grosseto auspica che ”in provincia si riesca a strutturare una filiera industriale del trattamento dei rifiuti solidi urbani: gli impianti del Casone e delle Strillaie — spiega il presidente di Legacoop, Terribile — sono perfettamente in grado di rispondere alle esigenze del territorio, garantendo elevati standard di sicurezza ambientale”.
Gianluca Domenichelli
Fonte: la Nazione di Grosseto