Lazio & rifiuti
Un concorso senza altri concorrenti. Un esame superato in anticipo.
L’assunzione del figlio di Mario Perilli (ex deputato del Pd) all’Istituto per l’inquinamento desta più di un sospetto.
di PAOLO VITA
Tra firme false e assunzioni fatte prima delle prove di esame è giallo sui concorsi con cui l’Istitu to per l’inquinamentoatmosterico ha assunto il figlio del presidente della commissione Agricoltura della Regione Lazio per il monitoraggio ambientale del gassificatore della discarica di Malagrotta.
La procura di Roma indaga da mesi sul l’inquinamento nell’area circostante la più grande pattumiera del Lazio, ma i pubblici ministeri che investigano sull’impianto non hanno mai visto gli studi prodotti da questo istituto, controllato dal Consiglio nazionale delle ricerche, né li hanno visti i tecnici dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente del Lazio. Il monitoraggio è stato commissionato dal Consorzio laziale rifiuti (COLARI) di cui fa parte, oltre a Manlio Ccrroni, proprietario delia discarica, la Regione Lazio. Ma né il vicepresidente della regione, Esterino Montino (che sostituisce Piero Marrazzo), né gli assessori all’Ambiente, ai rifiuti e al bilancio hanno voluto dire al consigliere del Prc, Ivano Peduzzi, quali siano stati i risultati delle analisi su Malagrotta e quanto sia stato speso.
Certa è l’assunzione di Mattia Perilli (figlio di Mario Perilli, già deputato del Pd, ora presidente della commissione Agricoltura della Regione) da parte dell’Istituto per l’inquinamento nell’ambito di un contratto fatto dal CNR con il COLARI per organizzare il monitoraggio ambientale nei siti «per la produzione di energia elettrica da Cdr prodotta negli impianti di Malagrotta 1 e 2», come spiega il bando con cui è stato ingaggiato.
In una zona dove la qualità dell’aria e dell’ acqua è tale che anche l’ Europa ha appena scritto all’Italia per chiedere informazioni su Malagrofta, il figlio del politico regionale ha battuto tutti i record in materia di concorsi pubblici.
Il 25 marzo 2008, l’allora direttore del l’Istituto per l’inquinamento, Ivo Alle grini, firma la nomina dì Mattia Perilli a vincitore della selezione, essendosi classifìcato al primo posto (era l’unico candidato) nella graduatoria della commissione con 125 punti su 150, e così viene assunto per 12 mesi fino al 4 mag gio 2009. Peccato che la commissione che ha scelto il giovane si sia riunita per esaminarlo 23 giorni dopo l’atto di nomina (17 aprile 2008), cioè prima Perilli jr è stato dichiarato vincitore e poi gli hanno fatto l’esame assegnandogli il punteggio della vittoria, II 30 aprile 2009, l’istituto del CNR bandisce un nuovo concorso e Perilli, for te del suo titolo di studio (maturità clas sica), vince anche questa prova. Il figlio del politico riesce nuovamente in un’impresa senza precedenti, firma il contratto di assunzione per altri 12 mesi alla cifra di 36.477 euro lordi il 28 maggio 2009, prima che l’istituto approvi la graduatoria (1° giugno) e prima dell’atto con cui è stato nominato vincitore (3 giugno). Singolare è anche il documento con cui il direttore dell’istituto, Nicola Pirrone, nomina la commissione che deve giudicare Perilli. Sul foglio compaiono due timbri, uno sopra l’ altro, con la dicitura «II Direttore, Nicola Pirrone», ma le firme sotto i timbri sono completamente diverse. •
da Panorama del 17.12.09